(Teleborsa) - Eni, colosso energetico italiano, ha chiuso il secondo trimestre 2026 con un EBIT proforma adjusted di Gruppo pari a 5,38 miliardi di euro, il doppio rispetto al trimestre di confronto (crescita del 52% su base sequenziale), grazie alla solida performance della E&P, di GGP e dei satelliti della transizione. L'utile netto adjusted è stato pari a 2,3 miliardi di euro, più che raddoppiato rispetto allo scorso anno.

Sempre nel secondo trimestre, il flusso di cassa adjusted prima del capitale circolante è stato pari a 4,47 miliardi di euro, finanziando investimenti organici per 1,84 miliardi di euro. La remunerazione agli azionisti è stata di 1,35 miliardi di euro, inclusi l'ultima tranche del dividendo '25 (0,79 miliardi di euro) e l'avvio del programma di buyback '26 (0,56 miliardi di euro). L'indebitamento finanziario netto si è attestato a 11,3 miliardi di euro a fine giugno 2026, con un gearing proforma pari al 10%, al limite inferiore dell'intervallo previsto (10%-15%).

Eni ha migliorato le previsioni sui risultati operativi e di generazione di cassa, determinando un nuovo aumento del programma di riacquisto di azioni proprie garantendo agli azionisti una significativa partecipazione agli incrementi di redditività. In particolare, con riferimento ai settori di attività, il Gruppo prevede per l'esercizio 2026: crescita della produzione oil&gas su base omogenea rivista in rialzo a circa il 5% rispetto al precedente intervallo obiettivo del 3-4%; EBIT proforma adjusted di GGP in rialzo a oltre 1,4 miliardi di euro, in crescita del 40% rispetto alla previsione iniziale; EBITDA proforma adjusted di Enilive rivisto al rialzo a 1,3 miliardi di euro (da 1,1 miliardi di euro) allo scenario attuale e Plenitude confermato a 1,3 miliardi di euro; capacità rinnovabile installata a fine esercizio pari a 6,5 GW (Plenitude al 100%); capacità di bioraffinazione pari a 2,1 MTPA, cui si aggiungono 1,5 MTPA in costruzione (quota Enilive).

Per i risultati consolidati, rivista al rialzo la previsione annuale di generazione di cassa: CFFO adjusted pari a 15 miliardi di euro, sulla base di uno scenario aggiornato Brent pari a 85 $/barile, margine di raffinazione SERM di 14 $/barile e prezzo del gas TTF pari a 50 €/MWh, al cambio EUR/USD di 1,16, evidenziando un miglioramento di 0,7 miliardi di euro rispetto alle sensitivity del Gruppo; capex lordi confermati a 7 miliardi di euro; capex netti rivisti in riduzione rispetto alla precedente guidance inferiori a 5 miliardi di euro.

La remunerazione degli azionisti prevista in aumento considerando il miglioramento dei risultati di Gruppo: previsto in aumento il programma di buyback per il 2026 a 3,4 miliardi di euro, + 20% rispetto alla precedente previsione del primo trimestre di 2,8 miliardi di euro, in linea con la politica di distribuzione agli azionisti del 60% dei maggiori risultati rispetto al budget (che prevedeva un cash flow di 11,5 miliardi di euro) sotto forma di incremento di buyback, fino a un prezzo del Brent pari a 90 $/barile. Il nuovo valore del buyback rappresenta un incremento di oltre il doppio rispetto alla previsione iniziale di 1,5 miliardi di euro al cash flow di budget; alla luce dello scenario di raffinazione significativamente aggiornato (14 $/bbl vs 6 $/bbl del budget), a condizione che tale livello si mantenga al di sopra del 50% del margine di raffinazione di riferimento (quindi almeno a 9 $/bbl rispetto ai 6$/bbl del budget), nel mese di ottobre si deciderà sull'attivazione del dividendo straordinario, in linea con la politica di remunerazione comunicata al mercato che, in caso di scenari superiori a 90 $/bbl, o con un incremento superiore al 50% dei prezzi del gas o dei margini di raffinazione, prevede che il 100% dell'incremento del CFFO sia distribuito come dividendo straordinario nell'ultimo trimestre e sulla base delle sensitivity unitarie (1 $ SERM = €0,08 mld); confermata la previsione relativa al dividendo 2026 pari a 1,1 euro per azione (in aumento del 5% rispetto al 2025).