(Teleborsa) - Warner Bros Discovery ha mancato le attese di fatturato nel secondo trimestre, penalizzata da un andamento deludente al box office e da vendite pubblicitarie deboli legate all'assenza delle trasmissioni NBA. Il gruppo ha riportato ricavi per 8,72 miliardi di dollari, ben al di sotto della stima di consenso LSEG di 9,29 miliardi.

L'utile netto disponibile per gli azionisti si è attestato a 149 milioni di dollari, contro 1,58 miliardi del 2Q25, un crollo del 91% legato soprattutto a una base di confronto sfavorevole: nel trimestre dello scorso anno il gruppo aveva beneficiato di un utile straordinario di quasi 3 miliardi di dollari da estinzione del debito, assente quest'anno. L'Adjusted EBITDA complessivo è sceso del 6% su base organica a 1,88 miliardi di dollari.

I ricavi degli Studios sono crollati del 39%, con titoli come "Mortal Kombat II" e "Supergirl" che non sono riusciti a replicare il successo record dello scorso anno di "A Minecraft Movie" e "Sinners". Il listino cinematografico di Warner è concentrato nella seconda metà dell'anno, con uscite importanti come "Digger" e "Dune: Part Three" attese a sostenere la performance al botteghino.

Sul fronte pubblicitario, l'assenza delle trasmissioni della NBA, unita al calo delle audience della tv lineare domestica, ha determinato un calo del 22% dei ricavi advertising. I ricavi della divisione che comprende le reti CNN sono scesi del 17%, ma un calo del 23% delle spese operative - dovuto all'assenza dei costi legati ai diritti NBA e a una minore spesa sui contenuti - ha permesso a Warner di riportare a sorpresa un utile trimestrale di 6 centesimi per azione, contro una perdita di 13 centesimi attesa dagli analisti intervistati da LSEG.

Lo streaming si è confermato invece il punto di forza del trimestre, con ricavi in crescita del 10%, sostenuti dall'espansione internazionale di HBO Max e da contenuti originali come "The Pitt", "Euphoria" e "House of the Dragon", che hanno contribuito alla crescita degli abbonati.

La divisione streaming è centrale nella fusione da 110 miliardi di dollari tra Warner Bros e Paramount: la combinazione tra HBO Max e Paramount+ dovrebbe garantire al gruppo la scala necessaria per competere con Netflix e Disney. La Competition and Markets Authority britannica ha dato giovedì il via libera all'operazione, ritenendo improbabile che possa danneggiare la concorrenza nel Paese. L'operazione resta tuttavia bloccata in tribunale: California e altri 11 Stati americani stanno cercando di fermarla per motivi antitrust. Paramount ha accettato di sospendere l'accordo fino a giugno 2027, mentre il processo federale è fissato per marzo 2027. Il gruppo ha ribadito piena fiducia nel perfezionamento dell'operazione con Paramount.