(Teleborsa) - Il Board di politica monetaria della Reserve Bank of Australia, nella riunione di metà agosto, ha discusso la possibilità di aumentare idi 25 punti base i tassi d'interesse, ritenendo che i rischi di inflazione fossero orientati al rialzo. Tuttavia, i membri del Board si sono divisi e alla fine ha prevalso l'impostazione più prudente, di chi ha ritenuto che l'attuale tasso di riferimento, confermato all'unanimità al 4,35%, sia già sufficientemente restrittivo. I membri del Board si sono quindi detti d'accordo sulla necessità di attendere, per valutare lo stato del mercato del lavoro e del mercato immobiliare, che si stanno indebolendo.

E' quanto emerge dai verbali dell'ultima riunione di politica monetaria (Minustes) della Reserve Bank of Australia, tenutasi il 10 e 11 agosto. Il prossimo incontro è in calendario per il 28 e 29 settembre.

"Il Consiglio - conferma la dichiarazione finale del board - ha convenuto di rimanere attento ai dati e alla valutazione, in continua evoluzione, delle prospettive e dei rischi, nel prendere le proprie decisioni. Il Consiglio resterà concentrato sul suo mandato di garantire la stabilità dei prezzi e la piena occupazione e continuerà a fare ciò che ritiene necessario per raggiungere tale obiettivo, incluso l'aumento del tasso obiettivo di riferimento qualora si concretizzassero rischi al rialzo".

I membri del Board - spiegano le Minutes - hanno ritenuto che le condizioni finanziarie fossero alquanto restrittive, a seguito degli aumenti del tasso di riferimento all'inizio dell'anno. I membri hanno preso atto delle previsioni dello staff secondo cui l'inflazione sarebbe diminuita solo gradualmente, tornando intorno al punto medio dell'intervallo obiettivo entro la fine del 2027 ed hanno osservato che i rischi per questa proiezione erano orientati al rialzo.

Alla luce di queste osservazioni, i membri hanno valutato se aumentare il tasso di riferimento di 25 punti base in questa riunione o lasciarlo invariato per il momento. Una delle argomentazioni a favore di un aumento del tasso di riferimento di 25 punti base in questa riunione si fondava su una valutazione dei rischi per le previsioni di inflazione. I membri hanno osservato che, qualora i rischi relativi alle previsioni di inflazione fossero giudicati significativamente orientati al rialzo, potrebbe essere opportuno mitigarli in qualche modo attraverso una politica monetaria restrittiva preventiva.

Per contro, la decisione di lasciare invariato il tasso di riferimento in questa riunione si basa sulla convinzione che, a seguito degli aumenti del tasso di riferimento all'inizio dell'anno, la politica monetaria appare ora sufficientemente restrittiva da riportare l'inflazione al livello obiettivo entro un lasso di tempo ragionevole, e che c'è ancora tempo per valutare l'accuratezza di tale valutazione. Un argomento a sostegno dell'idea che l'attuale impostazione della politica monetaria sia già sufficientemente restrittiva è rappresentato dai dati che indicano un costante progresso dell'economia verso gli obiettivi di inflazione e piena occupazione.

I membri hanno osservato che, entro la prossima riunione, riceveranno ulteriori rapporti mensili sull'inflazione e sul mercato del lavoro ed i dati del PIL del secondo trimestre, oltre a ulteriori informazioni sull'andamento del mercato immobiliare e sull'evoluzione del conflitto in Medio Oriente. Un altro motivo per lasciare invariato l'obiettivo del tasso di interesse di riferimento nella scorsa riunione è la considerazione che i rischi relativi alle previsioni di inflazione fossero bilanciati piuttosto che orientati al rialzo, mentre i rischi al ribasso per il mercato del lavoro e per la crescita economica fossero aumentati.

Dopo aver esaminato queste diverse argomentazioni, i membri hanno ritenuto opportuno lasciare invariato l'obiettivo del tasso di interesse di riferimento in questa riunione, pur rimanendo vigili sui rischi al rialzo per le prospettive di inflazione ed essendo pronti ad agire qualora si concretizzassero.

(Foto: Corey Leopold CC BY 2.0)