Un'operazione che, ricordiamo, per quanto riguarda l'offerta lanciata sull'istituto guidato da Giuseppe Castagna, prevede un rapporto di cambio fissato in 1,567 azioni MPS di nuova emissione per ciascuna azione di BPM, implicando un prezzo d'offerta pari a 16,729 euro per azione e nessun premio sulla base dei prezzi ufficiali al 19 agosto 2026, per un corrispettivo totale di 25,3 miliardi.
Per Banco BPM e Banca Generali "OPS non sollecitata né preventivamente concordata"
Nell'odierno CdA, Banco BPM ha esaminato l'offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria annunciata da Monte dei Paschi di Siena il 21 agosto scorso, affermando che non è stata previamente concordata con lo stesso Banco né da quest'ultimo sollecitata e che l'offerta, che per sua natura rappresenta un'operazione strutturalmente diversa da quella proposta da Banco BPM a MPS con la lettera del 7 giugno 2026 in quanto si configura come un'acquisizione, non una fusione tra le due banche, non presenta un premio per gli azionisti di Banco BPM.
Una posizione analoga a quella espressa il 21 agosto da Banca Generali, la quale ha precisato anch'essa che l'offerta "non è stata sollecitata né preventivamente concordata", "fermo restando che l'analisi più dettagliata dei termini e delle caratteristiche dell'offerta è in corso", e che l'istituto si esprimerà sull'offerta con le tempistiche e secondo le modalità previste dalla legge".
Nel frattempo, gli investitori dovranno rimanere col fiato sospeso almeno fino a giovedì quando Generali dovrebbe riunire il Cda per valutare l'Ops da 8,7 miliardi lanciata da MPS sulla controllata Banca Generali.
Le dichiarazioni degli enti locali dopo l'incontro con Giorgetti
Il presidente della Toscana Eugenio Giani, al termine dell'incontro al MEF con il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti, ha riferito di aver ricevuto rassicurazioni sul fatto che il Ministero non cederà la propria partecipazione del 4,8% in Monte dei Paschi di Siena."Il Ministro ha detto che il MEF non cederà la sua quota", ha spiegato Giani. "Indubbiamente - ha aggiunto - è importante che sia stato sottolineato come lo Stato non venderà quel 4,8% di azioni e saranno quindi uno strumento per poter attivare quello che è l'interesse generale". Giani ha inoltre annunciato che continuerà a confrontarsi con i parlamentari toscani affinché il Parlamento possa sostenere l’indirizzo volto a preservare l’integrità di MPS.
"Da parte del Ministro c'è stata una disponibilità a valutare anche quelle che sono le nuove proposte che oggi ci sono sul tavolo, quindi la nuova proposta del CEO Lovaglio senza pregiudizi e con imparzialità", ha dichiarato la sindaca di Siena, Nicoletta Fabio, al termine dell'incontro con Giorgetti, su MPS. "Questo credo che sia un dato interessante - ha aggiunto - che probabilmente se questo incontro ci fosse stato qualche giorno fa, come era previsto in un primo momento, non sarebbe stato sul sul tavolo".
"L'integrità della Banca Monte dei Paschi è fondamentale per Siena e per la Toscana ma soprattutto per l'Italia, per le nostre aziende e per un sistema del credito che possa dare risposte a tutti", ha affermato la presidente della Provincia di Siena, Agnese Carletti. "I nostri consigli provinciali, comunali e regionali si sono trovati uniti e d'accordo e oggi abbiamo potuto porre quei temi al Ministro che ci ha ascoltato" ha spiegato. "Abbiamo parlato ovviamente di quanto l'integrità della banca Monte dei Paschi di Siena non sia soltanto un tema senese o toscano ma sia un tema nazionale. L'integrità della banca è fondamentale per il sistema creditizio italiano. Noi ne siamo convinti e oggi abbiamo potuto porre il tema al Ministro che ci ha ascoltato. Ora continueremo a lavorare per far sì che questo movimento che nel territorio ha riunito e gli enti locali possa arrivare anche ai nostri parlamentari in maniera tale che poi la sensibilizzazione cresca sempre di più".
Il parere degli analisti e delle agenzie di rating
Moody's ha affermato oggi che le offerte pubbliche di scambio volontarie annunciate da MPS su Banco BPM e Banca Generali "probabilmente non avranno implicazioni immediate sui rating delle entità valutate coinvolte", ritenendo però che "le operazioni proposte potrebbero comportare rischi di esecuzione significativi. L'aggregazione implicherebbe l'integrazione di grandi gruppi bancari, di gestione patrimoniale e di investment banking con modelli di business, infrastrutture operative e culture aziendali differenti".
Una posizione analoga a quella già emersa da più parti che hanno sottolineato l'elevato rischio di esecuzione dell'operazione. S&P sostiene che "le probabilità di successo rimangono piuttosto incerte" in quanto entrambe le offerte richiedono "un significativo sostegno da parte degli azionisti"; S&P aggiunge che non si possono escludere "reazioni da parte degli altri stakeholder, poiché le offerte potrebbero avere implicazioni strategiche ed economiche per diverse istituzioni".
Equita ricorda che Banca Mps si troverebbe a "gestire contemporaneamente il completamento dell'integrazione di Mediobanca, l'aggregazione con Banco Bpm e l'acquisizione di Banca Generali, un percorso ben più articolato rispetto all'Opas lanciata da Intesa Sanpaolo".
Dal canto suo il Financial Times esprime quello che potrebbe essere il vero obiettivo dell'AD Lovaglio: "Mps non avrebbe torto a provare a spremere più soldi da Intesa: il suo corteggiatore potrebbe pagare un paio di miliardi in più senza distruggere valore".