(Teleborsa) - La sicurezza domestica è diventata una voce strutturale della spesa delle famiglie italiane. Nel paniere Istat 2026 sono entrati ufficialmente i kit di videosorveglianza, riconoscimento statistico del fatto che sono ormai un acquisto ricorrente per una quota non marginale di nuclei familiari. Il dato si accompagna a una domanda in crescita: secondo la quarta edizione dell'Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis-Verisure, presentata nel luglio 2026 con il contributo del Servizio Analisi Criminale del Ministero dell'Interno, nel 2024 sono stati denunciati in Italia 155.590 furti in abitazione, il 5,4% in più rispetto al 2023. Il 90,8% degli italiani considera la sicurezza in casa un elemento sempre più importante e il 64,1% prevede di destinarvi maggiori risorse nei prossimi anni, quota che sale al 72,9% tra i giovani. Le stime di settore collocano il mercato della sicurezza domestica su una traiettoria che punta ai 9,5 miliardi di euro entro il 2030.

La domanda si sta però spostando verso soluzioni integrate e assistite: il 79,6% della popolazione chiede sistemi personalizzati che combinino più elementi in base alle esigenze specifiche, mentre il 75,3% domanda affiancamento da parte di personale esperto lungo l'intero percorso, dalla scelta delle misure alla manutenzione. Sul fronte delle dotazioni, il 30,5% delle famiglie dispone di inferriate a porte e finestre, il 25,8% di un impianto d'allarme e il 13,4% di sistemi collegati a centrali operative, mentre le rilevazioni Istat segnalano una crescita delle famiglie collegate a vigilanza privata dal 5,2% al 7,2%. A sostenere la spesa concorre il Bonus Sicurezza, che nel 2026 prevede una detrazione fiscale per l'installazione di dispositivi di protezione passiva e attiva.

In questo quadro si colloca Sicurextra, azienda della provincia di Como specializzata nella distribuzione di componenti per impianti di sicurezza e videosorveglianza, fondata nel 2020 da Marco Falcone, che ha avviato la produzione in proprio di un sensore radio miniaturizzato brevettato. Il dispositivo è installabile all'interno del profilo da 12 millimetri degli infissi in PVC senza modificare la struttura del serramento e senza tracce visibili all'esterno, e rileva tre eventi distinti: l'apertura della finestra, la vibrazione da tentativo di sfondamento del vetro e la rimozione forzata del sensore, quest'ultima grazie a un accelerometro interno.

"Il mondo della sicurezza è sempre stato abituato o al classico contatto nascosto dentro il serramento, da installare in fase di costruzione, o al listello di plastica montato a vista sulla finestra", afferma Stefano Maruzzella, responsabile sviluppo commerciale della società. "Noi abbiamo creato qualcosa che rimane invisibile: a finestra chiusa non si vede nulla, eppure il sistema è attivo e protegge su tre livelli distinti, intervenendo prima che l'infisso venga danneggiato." Il prodotto opera sulla piattaforma di un produttore internazionale di elettronica per la sicurezza e utilizza, secondo quanto dichiarato dall'azienda, una crittografia a 128 bit sulla frequenza 868 MHz, standard professionale certificato.

Il posizionamento punta a un canale distributivo distinto da quello tradizionale degli installatori di impianti: quello dei produttori e rivenditori di serramenti. La leva è tecnica prima che commerciale, poiché l'inserimento nell'intercapedine del profilo non richiede forature o modifiche strutturali che potrebbero incidere sulle certificazioni di isolamento termico e acustico del serramento. "Siamo nel paese dove il design è forse la cosa principale a cui prestiamo più attenzione", osservano Falcone e Maruzzella. "Poter dare a una finestra una protezione di altissimo livello senza rovinarne l'aspetto estetico, senza andare a forare la struttura e, quindi, senza modificarne le certificazioni di isolamento, è un valore aggiunto che il serramentista apprezza moltissimo." Alcuni rivenditori, riferisce la società, hanno iniziato a proporre il dispositivo abbinato ai propri infissi.

Il bacino potenziale indicato dall'azienda è ampio: circa 137 milioni di finestre installate sul territorio nazionale, di cui oltre 23 milioni prossime alla sostituzione nei prossimi cinque-dieci anni per vetustà, con una quota rilevante in PVC. Il comparto degli infissi in Italia viene stimato in circa 9,2 miliardi di euro nel 2026, mentre il mercato globale di porte e finestre in PVC è valutato in 44,26 miliardi di dollari. La società ha presentato il prodotto alla fiera Sicurezza di Milano e sta costruendo una rete di rivenditori sul territorio nazionale, con una presenza anche in Svizzera.

"A volte si può essere i migliori, ma se nessuno lo sa il prodotto rimane chiuso in garage", afferma Falcone.
Il segmento resta però fortemente presidiato da operatori internazionali con reti commerciali strutturate e modelli in abbonamento collegati a centrali operative, un formato che intercetta proprio la domanda di assistenza continuativa rilevata dall'Osservatorio. Per un componentista di dimensioni contenute, la marginalità dipende dalla capacità di scalare su un canale — quello dei serramentisti — storicamente estraneo alla vendita di sicurezza elettronica e con cicli di sostituzione degli infissi condizionati dall'andamento degli incentivi edilizi, oggi in ridimensionamento rispetto alla stagione dei superbonus.