(Teleborsa) - Il debutto di Shein mostra quanto sia "diventato difficile parlare di fashion in Borsa come se fosse un unico settore", con lusso, fast fashion, e-commerce e ultra-fast fashion che "rispondono ormai a dinamiche molto diverse". È quanto ha messo in evidenza Gabriel Debach, market analyst di eToro, che ha anche evidenziato come il titolo abbia perso fino al 10% per poi recuperare gran parte della flessione: un'accoglienza "fredda" se confrontata con l'appetito riservato quest'anno alle IPO cinesi legate ad AI e semiconduttori. Secondo Debach, "il capitale, almeno sulle nuove quotazioni, paga più volentieri quella narrativa che quella dei consumi".

L'analista sottolinea come la crescita di Shein abbia rallentato: dopo essere passata da 32 a 42 miliardi di ricavi tra il 2023 e il 2025, nel primo trimestre 2026 l'incremento è stato solo dell'1,1%, con i ricavi Usa in calo del 14%. Salgono intanto i costi: quelli di fulfilment dal 42% al 48% dei ricavi, il marketing dall'11% al 16%. "È proprio oggi che arriva il passaggio più simbolico", osserva Debach, riferendosi all'entrata in vigore in Francia del malus sull'ultra-fast fashion, fino a 12 euro a capo.

Allargando lo sguardo al settore, Debach evidenzia una forte dispersione nel lusso, con LVMH a -29% da gennaio e Hermès a -25%, contro Zegna a +31%. Nel fast fashion industriale il quadro si ribalta: Inditex segna oltre il +40% nell'ultimo anno, mentre Zalando resta negativa. "Quattro titoli, quattro giudizi sull'esecuzione, non su una categoria", conclude l'analista, sottolineando come la Borsa stia "premiando chi tiene insieme velocità, controllo delle scorte, flessibilità della filiera e qualità dei margini".