(Teleborsa) - Le Borse europee sono in leggero ribasso nella seduta odierna, Piazza Affari compresa, risentendo della nuova risalita delle quotazioni petrolifere e della conseguente maggiore cautela sulle prospettive inflazionistiche e monetarie. Le dichiarazioni di Lane (BCE) e del governatore della Bundesbank Nagel hanno confermato l'attenzione della banca centrale ai rischi derivanti dal rialzo dei prezzi energetici.
Sul fronte geopolitico, l'attenzione resta concentrata sugli sviluppi dei colloqui tra Stati Uniti e Iran e sull'imminente incontro tra Washington e Pechino, potenziali catalizzatori per l'andamento delle materie prime e del commercio internazionale.
Sul fronte macroeconomico, nell'Eurozona, a settembre, il PMI flash manifatturiero è rimasto invariato (52,7), mentre quello dei servizi è salito a 53 da 51,6 (per entrambi era atteso un lieve calo). In entrambe le indagini è stata riscontrata una riaccelerazione dei prezzi pagati e ricevuti (legata al rincaro energetico), con una diversità di ritmo tale da confermare come le imprese stiano parzialmente sacrificando i propri margini.
Nell'Interim Economic Outlook, l'OCSE ha stimato a +2,9% la crescita globale nel 2026 e a +3% nel 2027 (per gli Stati Uniti sono attesi +2,2% e +2,1% rispettivamente, per l'Eurozona +1% in entrambi i periodi, per la Cina +4,5% e +4,2% e per l'Italia +0,9% e +0,6%). Secondo lo studio, la più intensa pressione sui prezzi (per i paesi G20 l'inflazione media è prevista a +4,1% nel 2026 ed a +3,6% nel 2027) e i conseguenti maggiori tassi d'interesse e minori redditi reali modereranno lo slancio a breve termine in molte economie, ma la solida attività legata all'IA e una probabile distensione sui mercati energetici dovrebbero contribuire a rafforzare l'attività fino al 2027.
L'Euro / dollaro USA continua la seduta poco sotto la parità, con un calo dello 0,49%. Ha sofferto di parecchie vendite l'oro, che continua gli scambi a 4.280,7 dollari l'oncia. Pioggia di acquisti sul petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mostra un guadagno dell'1,55%.
Sensibile peggioramento dello spread, che raggiunge quota +94 punti base, aumentando di 6 punti base, mentre il BTP con scadenza 10 anni riporta un rendimento del 4,46%.
Tra gli indici di Eurolandia contrazione moderata per Francoforte, che soffre un calo dello 0,51%, guadagno moderato per Londra, che avanza dello 0,27%, e resta vicino alla parità Parigi (-0,19%).
Il listino milanese continua la seduta poco sotto la parità, con il FTSE MIB che lima lo 0,21%; sulla stessa linea, si posiziona sotto la parità il FTSE Italia All-Share, che retrocede a 54.608 punti. In rosso il FTSE Italia Mid Cap (-0,71%); sulla stessa tendenza, in discesa il FTSE Italia Star (-0,72%).
Tra i best performers di Milano, in evidenza ENI (+2,18%), DiaSorin (+2,07%), Avio (+2,04%) e Banco BPM (+1,34%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Unipol, che continua la seduta con -2,13%. Preda dei venditori Azimut, con un decremento dell'1,98%. Si concentrano le vendite su Inwit, che soffre un calo dell'1,94%. Vendite su Buzzi, che registra un ribasso dell'1,92%.
Tra i protagonisti del FTSE MidCap, LU-VE Group (+1,49%), Alerion Clean Power (+0,98%), Ferretti (+0,76%) e Technogym (+0,70%).
I più forti ribassi, invece, si verificano su Moltiply Group, che continua la seduta con -8,78%. Seduta negativa per D'Amico, che mostra una perdita del 3,49%. Sotto pressione Pharmanutra, che accusa un calo del 3,31%. Scivola OVS, con un netto svantaggio del 2,94%.