(Teleborsa) - Exor non ha in programma di ridurre la quota in Ferrari. Lo precisano fonti vicine a Exor dopo che il Cfo Guido de Boer, durante la conference call con gli analisti, ha detto che anche la partecipazione nel Cavallino rientra, come gli altri asset del portafoglio, tra quelle che possono essere valutate nell'ambito delle decisioni di allocazione del capitale.
Rispondendo a chi chiedeva se Exor sarebbe disposta a monetizzare parte della quota in Ferrari per finanziare un nuovo investimento, de Boer ha spiegato che la holding si comporterebbe "come qualunque investitore": valuterebbe prima la liquidità disponibile e il margine sul debito e, qualora questi non fossero sufficienti, confronterebbe la nuova opportunità con gli investimenti già presenti in portafoglio, monetizzando eventualmente quelli ritenuti meno interessanti.
"Non è che Ferrari non sia nella lista" delle partecipazioni valutabili nell'ambito della gestione del portafoglio ha detto il Cfo, spiegando però che si tratta di "un'azienda straordinaria" di cui Exor è "molto contenta".
De Boer ha poi ricordato che nel febbraio 2025 Exor ha ceduto circa il 4% di Ferrari per 3 miliardi di euro, quando il Cavallino era arrivato a rappresentare quasi il 50% del portafoglio. Una concentrazione che, anche alla luce dei multipli a cui il titolo trattava, rendeva prudente ridurre l'esposizione.
Oggi, ha sottolineato il Cfo, la situazione è diversa: Ferrari rappresenta circa il 38% del portafoglio di Exor e il multiplo a cui tratta il titolo è significativamente inferiore rispetto al momento della precedente cessione.
In Borsa Ferrari ha azzerato i guadagni nel primo pomeriggio, dopo aver registrato un rialzo di circa l'1,7% a 367 euro, per poi recuperare terreno sul finale e chiudere in rialzo dell'1,1% a 365 euro.