(Teleborsa) - Le esportazioni di Scotch whisky hanno chiuso il 2025 a 5,3 miliardi di sterline, in calo dell'1,8% sull'anno precedente, con volumi scesi del 4,3% a 1,34 miliardi di bottiglie equivalenti da 70 centilitri. Lo ha comunicato il 12 febbraio scorso la Scotch Whisky Association, che indica negli Stati Uniti il primo mercato di destinazione con 933 milioni di sterline, in flessione del 4% a valore e del 9,2% a volume: sul mercato americano ha inciso il dazio del 10% introdotto nell'aprile 2025, con un calo del 7% a valore e del 15% a volume nei mesi da maggio a dicembre. Seguono per valore Francia (404 milioni), India (286 milioni), Singapore (274 milioni) e Turchia (255 milioni); l'Italia non figura tra i primi dieci mercati.

La correzione è stata più marcata sul mercato secondario. Secondo le rilevazioni della banca d'affari scozzese Noble & Co, nei quattro mesi conclusi il 31 gennaio 2025 il valore transato nelle aste di whisky da collezione è diminuito del 53% rispetto allo stesso periodo precedente, con volumi in calo del 21% e un arretramento concentrato sulle bottiglie sopra le 10.000 sterline, mentre le fasce medio-basse hanno assunto un peso crescente sia in valore sia in quantità. Sul fronte degli indici, il Luxury Investment Index di Knight Frank, pubblicato il 23 aprile 2026, indica per il paniere complessivo dei beni da collezione una variazione del -0,4% nel 2025, a fronte di un progresso cumulato del 38,6% sui dieci anni.

In questo contesto si colloca l'operazione annunciata da The Spirits Club, che ha ottenuto l'imbottigliamento esclusivo del Cask n. 3 di Laphroaig nell'ambito di un accordo collegato a Suntory Global Spirits, il gruppo giapponese che controlla la distilleria dall'acquisizione di Beam perfezionata nell'aprile 2014. La botte, con 37 anni di maturazione, darà origine a circa 300 bottiglie, di cui 40 destinate al mercato italiano. Laphroaig è stata fondata nel 1815 sull'isola di Islay e il suo distillato è caratterizzato da un profilo torbato e marino.

"Stiamo lavorando su una botte eccezionale: il Cask n. 3 non è soltanto una referenza di 37 anni, ma un single cask di Laphroaig con caratteristiche di rarità non replicabili, poiché ogni distillato ha la propria personalità che lo rende unico e tanto più raro quanto più risulta non riproducibile l'evoluzione avvenuta in botte", dichiara Marilisa Rutigliano, amministratrice delegata di The Spirits Club.

Sul piano tecnico, la maturazione prolungata sull'isola incide sull'evoluzione del distillato: l'umidità marina e l'esposizione atlantica accompagnano la progressiva riduzione naturale della gradazione alcolica nel corso degli anni. L'imbottigliamento sarà realizzato come single cask, senza assemblaggio con altre botti, il che implica che una volta esaurito il contenuto la referenza non sia riproducibile.

"Il valore di un'operazione di questo tipo non risiede solo nell'età del distillato - sostiene Rutigliano - ma nella combinazione tra provenienza, unicità della botte, disponibilità estremamente limitata e reputazione della distilleria".

L'operazione dichiara in partenza il numero complessivo di bottiglie ottenute dalla botte e la quota riservata all'Italia. "Il mercato delle bottiglie rare è sempre più attento alla provenienza, alla tracciabilità ed alla reale scarsità del bene", afferma l'amministratrice delegata, secondo cui "un single cask di questa età, proveniente da una distilleria come Laphroaig e disponibile in quantità così limitate, rappresenta esattamente il tipo di selezione che ricerchiamo per i nostri clienti". La società ha in precedenza realizzato imbottigliamenti in collaborazione con Gordon & MacPhail e Samaroli.

Alcuni elementi vanno però circoscritti. I 37 anni non costituiscono un primato assoluto per la distilleria, che ha in catalogo ufficiale espressioni a 30, 32 e 40 anni: l'eventuale carattere eccezionale riguarda la destinazione a un imbottigliatore terzo anziché alle release ufficiali, che è circostanza diversa. Non è stato inoltre comunicato alcun prezzo, né per bottiglia né per l'operazione complessiva: in assenza di questo dato non è possibile alcuna valutazione di rendimento atteso, e il riferimento al pubblico degli investitori resta privo di un parametro di confronto.

Va ricordato che le bottiglie da collezione non sono strumenti finanziari regolamentati e che la loro commercializzazione come investimento è oggetto di crescente attenzione da parte delle autorità di vigilanza pubblicitaria. Il 9 luglio 2026 l'Advertising Standards Authority britannica ha censurato per la seconda volta una società attiva nella vendita di botti di whisky a fini di investimento, contestando rendimenti annunciati e non dimostrati e un'informativa sul rischio insufficiente, e richiamando l'obbligo di indicare in modo evidente la natura non regolamentata del prodotto e il fatto che i risultati passati non costituiscono una guida per quelli futuri.