(Teleborsa) - Sono in corso di liquidazione, con il cedolino stipendiale di ottobre, le posizioni economiche del personale Ata: gli importi vanno dai 700 euro lordi per i collaboratori scolastici ai 2.000 euro lordi per gli assistenti amministrativi. Per il sindacato Anief si tratta di un risultato importante, ottenuto con la firma del Contratto collettivo nazionale 2019/21.

Il sindacato chiede ora che si prosegua con lo scorrimento delle graduatorie, in modo da includere anche il personale entrato in ruolo di recente, e che si intervenga sulle tabelle stipendiali del comparto, che sono le più basse del pubblico impiego, con un divario anche rispetto ai comparti Università e Afam.

Per i Dsga, il sindacato segnala l'assenza di una retribuzione di risultato, pur essendo la responsabilità di risultato già prevista dal contratto, e la possibilità di destinare i risparmi di spesa del dimensionamento all'indennità di direzione, nella quota fissa e variabile; chiede inoltre il riconoscimento giuridico del ruolo di elevata qualificazione.

Tra le altre richieste, una maggiore flessibilità oraria disciplinata dal contratto, l'accesso generalizzato al riposo compensativo e la definizione delle mansioni dei collaboratori scolastici rispetto a quelle dell'assistente specialistico, facente capo all'ente locale.

"L'Aran ci ha confermato – ha detto Alberico Sorrentino, responsabile dipartimento Anief-Condir in un'intervista alla Tecnica della scuola – che si sta trattando un contratto al momento a costo zero, perché la parte economica è stata esaurita. Quello che ci aspettiamo e che stiamo chiedendo nelle sedi parlamentari, soprattutto governative, sono stanziamenti nella legge di bilancio, perché con quelli possiamo avviare e rivedere integrare la parte economica del contratto, anche a fronte di un caro carburante, che ormai è divenuta insostenibile. Servirebbe anche un sostegno ai fuori-sede: abbiamo avuto diversi casi di personale che ha rinunciato all'immissione in ruolo perchè nelle città il costo di un affitto è insostenibile".

"Di base – ha continuato Sorrentino - le progressioni di carriera ci sono già. Ma non tutte: le progressioni verticali, ad esempio, vanno attivate, perché il decreto che porta alla nascita del profilo dell'operatore scolastico o del funzionario, senza incarico, va disciplinato nella partita normativa. E questo può avere una ripercussione dal lato economico: penso all'assistente amministrativo che diventa funzionario, per il quale ci sono 8.000 euro lordi in più all'anno oppure circa 1.000 euro nel passaggio da collaboratore ad operatore scolastico. Ma bisogna aumentare la parte dello stipendio tabellare: questo è il vero nocciolo della questione. E per fare questo, per ridurre questo gap rispetto all'altro gli altri profili del pubblico impiego: servono non milioni di euro, ma qualche miliardo in legge di bilancio", ha concluso Sorrentino.