(Teleborsa) - Chiude in frazionale ribasso Piazza Affari, mentre gli altri listini europei archiviano la seduta in territorio positivo. Nel frattempo, i rendimenti obbligazione salgono dopo che il dato sull'inflazione statunitense di settembre, superiore alle attese, innescando una decisa rimodulazione in senso restrittivo delle aspettative di politica monetaria.

In particolare, il CPI headline è salito di +0,6% m/m (come atteso e contro +0,4% precedente) e di +3,7% a/a (contro +3,6% atteso e +3,4% precedente), mentre quello core di +0,3% m/m (come precedente e contro +0,2% atteso) e di +2,6% a/a (contro +2,5% atteso e +2,4% precedente). La benzina è aumentata di +9,1% m/m, generando circa la metà dell'incremento mensile dell'indice complessivo, mentre l'indicatore senza energia e beni alimentari ha visto salire quasi tutte le principali componenti.

In rialzo il petrolio dopo che, secondo quanto riporta Reuters, gli Houthi yemeniti hanno promesso di proseguire gli attacchi contro aeroporti e impianti petroliferi in Arabia Saudita, all'indomani di un attacco che avrebbe causato ingenti danni alla sede del gigante petrolifero Saudi Aramco. Gli Houthi hanno affermato che i luoghi minacciati sono obiettivi legittimi e hanno descritto i propri attacchi come una rappresaglia per i bombardamenti sauditi sullo Yemen, minacciando di inasprire un conflitto riacceso dal conflitto tra Stati Uniti e Iran nel Golfo.

Intanto, l'ultimo rapporto dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA) ha evidenziato che il recupero della produzione e delle esportazioni petrolifere del Golfo Persico sta aumentando la disponibilità di greggio e contribuendo a contenere i timori sull'offerta. Tuttavia, l'IEA ha sottolineato come le recenti tensioni nella regione potrebbero compromettere questo miglioramento, mentre il mercato del diesel continua a risentire di scorte ridotte e disponibilità limitata.

Sul fronte delle trimestrali, ASML ha aumentato la guidance annuale e affermato che la domanda di strumenti per la stampa dei circuiti, trainata dall'intelligenza artificiale, è talmente forte da non permettere all'azienda di soddisfare pienamente la domanda dei clienti nel 2027 né nel 2028.

L'Euro / dollaro USA continua la seduta poco sotto la parità, con un calo dello 0,70%. Nessuna variazione significativa per l'oro, che scambia sui valori della vigilia a 4.153,8 dollari l'oncia. Il Petrolio (Light Sweet Crude Oil), in aumento (+1,22%), raggiunge 95,29 dollari per barile.

Lieve peggioramento dello spread, che sale a +110 punti base, con un aumento di 2 punti base, con il rendimento del BTP a 10 anni pari al 4,57%.

Tra gli indici di Eurolandia senza spunti Francoforte, che non evidenzia significative variazioni sui prezzi, giornata moderatamente positiva per Londra, che sale di un frazionale +0,7%, e seduta senza slancio per Parigi, che riflette un moderato aumento dello 0,58%.

Prevale la cautela in chiusura a Piazza Affari, con il FTSE MIB che archivia la seduta con un leggero calo dello 0,61%, spezzando la catena positiva di tre consecutivi rialzi, iniziata venerdì scorso; sulla stessa linea, si posiziona sotto la linea di parità il FTSE Italia All-Share, che si ferma a 52.332 punti.

Sui livelli della vigilia il FTSE Italia Mid Cap (-0,01%); sulla stessa linea, consolida i livelli della vigilia il FTSE Italia Star (-0,08%).

In cima alla classifica dei titoli più importanti di Milano, troviamo Avio (+5,34%), Campari (+2,92%), Italgas (+2,24%) e Brunello Cucinelli (+1,84%).

Le peggiori performance, invece, si sono registrate su Prysmian, che ha chiuso a -5,51%.

Spicca la prestazione negativa di Amplifon, che scende del 2,38%.

Stellantis scende del 2,29%.

Calo deciso per Nexi, che segna un -2,07%.

Tra i migliori titoli del FTSE MidCap, Tamburi (+5,37%), Danieli (+3,88%), Intercos (+3,68%) e NewPrinces (+2,87%).

Le più forti vendite, invece, si sono abbattute su D'Amico, che ha terminato le contrattazioni a -3,25%.

Sotto pressione Banco Desio, con un forte ribasso del 2,76%.

Soffre WIIT, che evidenzia una perdita del 2,74%.

Preda dei venditori Banca Ifis, con un decremento del 2,25%.