(Teleborsa) - Francia e Germania hanno raggiunto un accordo sul settore automobilistico per abbassare gli obiettivi di emissioni di CO2 dell'Unione europea al 2035 e aprire la strada al riconoscimento del Regno Unito come partner affidabile nelle norme "Made in EU". Lo hanno annunciato oggi i due Paesi con una dichiarazione congiunta.

Le dichiarazioni

"La nostra ambizione è chiara: trasformare con successo la nostra industria automobilistica mantenendo l'ambizione climatica e garantendo che le auto del futuro siano prodotte in Europa", si legge nel comunicato. "La nostra rotta resta invariata: ottenere sostanziali riduzioni delle emissioni di CO2 rafforzando la capacità dell'Europa di sviluppare e produrre la prossima generazione di veicoli elettrici. È questo che significa in pratica la preferenza europea".

I due Paesi propongono "un pacchetto completo che combina un percorso europeo di decarbonizzazione ambizioso con la flessibilità normativa necessaria a riflettere le diverse realtà di mercato e condizioni tecnologiche", con incentivi a investimenti, ricerca e sviluppo, produzione europea e filiere resilienti. "L'Europa deve essere un continente che innova, investe e produce, proteggendo il clima e salvaguardando i posti di lavoro".

I termini dell'accordo

La Commissione aveva proposto lo scorso anno una riduzione delle emissioni delle auto del 90% sul 2021 entro il 2035, con l'obbligo per i costruttori di colmare il divario fino al 100% con acciaio a basse emissioni e carburanti alternativi. Il piano franco-tedesco fissa l'obiettivo al 90% senza ulteriori misure compensative.

Sul "Made in EU", l'Ue ha proposto requisiti di contenuto locale e basse emissioni per i prodotti acquistati con appalti pubblici, aste o sussidi. La Francia voleva limitarli ai prodotti fabbricati nell'Ue; la Germania e altri Stati chiedevano di includere anche Paesi legati alle filiere dell'auto e partner di accordi di libero scambio. Il compromesso provvisorio prevede che per l'auto il "Made in EU" comprenda i 27 Stati membri e gli altri partner europei del mercato interno al 1° gennaio 2020, incluso quindi il Regno Unito, uscito dal mercato unico a fine 2020. L'inclusione sarebbe subordinata a piena reciprocità e ad "allineamento dinamico" con le condizioni Ue per gli investimenti dai Paesi terzi e con le misure di protezione commerciale: secondo quanto riportano diverse testate, il Regno Unito potrebbe dover adottare le misure Ue sulle importazioni di ibride ed elettriche cinesi.

Prossimi passi

Francia e Germania devono ora convincere gli altri Stati membri e il Parlamento europeo, mentre dal governo britannico di Andy Burnham sono arrivati i primi segni di apprezzamento.