(Teleborsa) - Le Borse europee si confermano il rialzo dell'avvio attorno alla metà seduta, mostrando segnali di stabilizzazione dopo le forti vendite dei titoli tecnologici nella seduta precedente: le preoccupazioni per tassi d’interesse più elevati e per le strutture di finanziamento del debito alla base del boom dell’intelligenza artificiale hanno alimentato le vendite sui titoli tech e dei semiconduttori.

Gli investitori aumentano le scommesse su possibili rialzi dei tassi statunitensi dopo i dati sull’inflazione superiori alle attese diffusi mercoledì. Nel frattempo, gli acquisti di Treasury e di altri titoli di Stato considerati beni rifugio hanno favorito il calo dei rendimenti obbligazionari.

Anche i futures azionari statunitensi segnalano un possibile recupero di Wall Street, ma persistono i timori sui rischi di credito legati al settore dell’intelligenza artificiale, soprattutto per gli operatori di data center fortemente indebitati come CoreWeave, al centro delle vendite della seduta precedente.

Dollaro in calo, obbligazioni in recupero
Lieve aumento per l'euro / dollaro USA che mostra un rialzo dello 0,38%, con la valuta statunitense che si avvia verso la prima perdita settimanale dopo tre settimane consecutive di guadagni.

Sul mercato obbligazionario, i rendimenti dei titoli di Stato europei aumentano, con il decennale tedesco al 3,4189%. Su base settimanale, tuttavia, i rendimenti restano in calo, poiché i timori sulla solidità finanziaria delle società legate all’intelligenza artificiale spingono gli investitori verso il debito governativo.

I titoli di Stato dei Paesi del G7 si avviano così a registrare la migliore settimana da fine maggio. Un ulteriore segnale del ritorno della domanda di beni rifugio arriva dalla correlazione tra i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi e l’indice STOXX 600, tornata positiva per la prima volta da agosto. La dinamica suggerisce un rinnovato interesse per le obbligazioni governative, dopo che quest’anno la guerra in Iran aveva indebolito il loro ruolo di protezione, alimentando le aspettative di maggiori costi di finanziamento e rendimenti più elevati.

Petrolio in calo, ma restano le tensioni in Medio Oriente
I prezzi del petrolio arretrano nella seduta di venerdì, con i futures sul Brent a 105,22 dollari al barile, ma restano orientati verso un rialzo settimanale. A sostenere le quotazioni sono le incertezze sulle forniture dal Medio Oriente e l’intensificarsi degli attacchi nell’area dello Stretto di Hormuz, aumentati negli ultimi dieci giorni.

Le tensioni geopolitiche continuano quindi a rappresentare un fattore di rischio per i mercati energetici, in un contesto già caratterizzato da pressioni inflazionistiche e incertezza sulle prossime mosse delle banche centrali.

L’oro sale invece a circa 4.187,43 dollari l’oncia, beneficiando dell’indebolimento del dollaro e mantenendo il proprio appeal in una fase di persistente cautela sui mercati finanziari.

Sulla parità lo spread, che rimane a quota +109 punti base, con il rendimento del BTP decennale che si posiziona al 4,52%.

Tra i mercati del Vecchio Continente bilancio decisamente positivo per Francoforte, che vanta un progresso dello 0,84%, nulla di fatto per Londra, che passa di mano sulla parità, e resistente Parigi, che segna un piccolo aumento dello 0,22%. Piazza Affari continua la seduta con un guadagno frazionale sul FTSE MIB dello 0,65%; sulla stessa linea, il FTSE Italia All-Share avanza in maniera frazionale, arrivando a 52.326 punti.

I migliori e peggiori a Piazza Affari
Tra le migliori azioni italiane a grande capitalizzazione, vola Brunello Cucinelli, con una marcata risalita del 6,14%.

Brilla Leonardo, con un forte incremento (+4,21%).

Buona performance per Buzzi, che cresce del 3,66%.

Sostenuta Fincantieri, con un discreto guadagno del 3,22%.

Le più forti vendite, invece, si manifestano su Technoprobe, che prosegue le contrattazioni a -1,72%.

Tra i protagonisti del FTSE MidCap, De' Longhi (+4,83%), Alerion Clean Power (+4,30%), Garofalo Health Care (+3,47%) e Carel Industries (+3,11%).

Le peggiori performance, invece, si registrano su GVS, che ottiene -2,48%.

Si concentrano le vendite su NewPrinces, che soffre un calo del 2,13%.

Discesa modesta per Intercos, che cede un piccolo -0,96%.