(Teleborsa) - "In ogni lungo viaggio arriva un momento in cui la strada cambia. Ma il cambiamento non significa perdere la direzione". Luigi Lovaglio ha scelto un'immagine da viaggiatore per la prima conference call dopo la bocciatura della fusione con Mediobanca da parte dell'assemblea dei soci. Lo scenario intorno a Banca Monte dei Paschi di Siena è cambiato in pochi giorni, con l'OPAS di Intesa Sanpaolo sullo sfondo, ma l'amministratore delegato ha voluto dare un messaggio di continuità: "La strada può essere cambiata, ma la nostra bussola no".
I numeri, ha rivendicato Lovaglio, gli danno ragione. I nove mesi si chiudono con un utile netto di 1.657 milioni (+21,2%) e la banca alza ancora la guidance: l'utile ante imposte 2026 è ora atteso sopra 3,7 miliardi. "MPS continua a produrre risultati", ha esordito l'AD, che ha riassunto il periodo in tre parole: "Crescita, qualità e solidità". Secondo Lovaglio, i conti sono "un'ulteriore prova della solidità e della qualità del nostro franchise e della nostra capacità di eseguire con costanza, anche in un periodo segnato da sviluppi strategici significativi".
Sull'esito dell'assemblea l'AD ha usato toni misurati. "La scorsa settimana i nostri azionisti hanno espresso la loro decisione sulle proposte strategiche sottoposte all'assemblea. Rispettiamo pienamente la decisione", ha detto, promettendo di andare avanti "con la stessa disciplina e lo stesso senso di responsabilità che ci hanno sempre guidato". Il conto della fusione mancata, però, è nella presentazione: viene meno un beneficio di oltre 50 punti base sul CET1 e la banca dovrà emettere entro fine anno un bond senior preferred ai fini MREL. Sull'utile ante imposte l'effetto è invece positivo per circa 150 milioni, perché ai minori risparmi corrispondono minori costi di integrazione.
Ma è parlando di Mediobanca che Lovaglio ha difeso con più forza il progetto. "È passato poco più di un anno da quando Mediobanca è entrata nel gruppo MPS e penso che possiamo guardare ai progressi raggiunti con grande soddisfazione", ha detto. Poi un riferimento tutt'altro che casuale: la rilevanza strategica di Piazzetta Cuccia, ha osservato, è ora riconosciuta anche da S&P, che secondo l'AD ha descritto Mediobanca come un potenziale pilastro chiave proprio per Intesa Sanpaolo. "I risultati di Mediobanca parlano da soli", ha aggiunto, ricordando l'utile record di 1.090 milioni nei nove mesi. E ancora: "Non è semplicemente un business mix più diversificato. È un business mix di maggior valore, che nel tempo dovrebbe sostenere il potenziale di valutazione di Monte dei Paschi".
Sul fronte commerciale Lovaglio ha mostrato sicurezza. I prestiti, saliti a 133 miliardi (+6,8%), cresceranno anche nel quarto trimestre e nel 2027, in un mercato atteso sotto il 2%, MPS punta su mutui e credito al consumo. "Continueremo a sovraperformare il mercato e a guadagnare quote, come abbiamo fatto dall'inizio dell'anno", ha assicurato. Più prudente sui depositi, dove la concorrenza si fa sentire in vista di fine anno: "La nostra offerta normalmente non è sopra il mercato. Manterremo la nostra politica di difesa dei depositi retail", ha detto, indicando per il margine di interesse una crescita intorno al "mid single digit".
Sul dividendo è intervenuto il CFO Andrea Maffezzoni. La guidance ipotizza una cedola di 0,86 euro per azione, ma il percorso per arrivarci non è ancora deciso. Il CdA stabilirà a febbraio la distribuzione finale da proporre agli azionisti, e l'ultima parola spetterà all'assemblea di primavera. "Deve essere approvato dall'assemblea", ha sottolineato Maffezzoni, a prescindere da eventuali limitazioni legate alla passivity rule, la regola che durante un'offerta pubblica vieta al CdA della società bersaglio di compiere atti in grado di contrastarla senza l'ok dei soci. Un calendario che si intreccia con quello dell'OPAS di Intesa Sanpaolo: se l'offerta andrà in porto, sulla cedola potrebbe pesare la nuova compagine azionaria.
Ora la palla passa al CdA, che dopo la pubblicazione del documento di offerta di Intesa Sanpaolo esprimerà la propria valutazione sull'OPAS, attesa entro novembre. "Il contesto strategico intorno alla banca è chiaramente cambiato. La nostra responsabilità ora è gestire ciò che verrà", ha detto Lovaglio. Ha ricordato a chi risponde la banca: "Continueremo a produrre risultati, a creare valore e a gestire la prossima fase con disciplina e responsabilità. È ciò che dobbiamo ai nostri clienti, alle nostre persone, alle nostre comunità e a tutti i nostri azionisti".