(Teleborsa) - Una riunione d’urgenza per fare il punto sul rincaro dei carburanti, contro le speculazioni: il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il Mimit, su indicazione del ministro Adolfo Urso e d'intesa con le altre Amministrazioni, ha convocato per le ore 14.30 di oggi, lunedì 9 marzo, una riunione d’urgenza della cabina di regia della Commissione di allerta per un’analisi dell’andamento dei prezzi dei prodotti petroliferi e per fornire immediati riscontri al Governo, utili a verificare la necessità di eventuali interventi e la loro natura, qualora dovessero persistere adeguamenti al rialzo dei listini riconducibili a fenomeni speculativi.

Caro carburante, riunione della Commissione di allerta rapida - Lo rende noto il Mimit spiegando che alla riunione - che sarà presieduta dal ministro Urso - partecipano, oltre alle strutture di Mr. Prezzi e alla D.G. Consumatori e mercato del Mimit, i rappresentanti del MEF e del MASE, della Guardia di Finanza, del Dipartimento delle Informazioni per la Sicurezza (DIS) della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dell’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) e dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Staffetta, prezzo diesel ai massimi dal luglio 2022, fino a 2,2 euro - A una settimana dall'escalation della crisi in Medio Oriente, prosegue la corsa dei prezzi dei carburanti alla pompa, con la benzina al massimo da quasi un anno (dal 16 marzo 2025) e il gasolio da oltre tre anni e mezzo, dal 10 luglio 2022 fino a 2,2 euro al litro per il servito in autostrada.
Lo sottolinea la consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, Q8 ha aumentato di due centesimi al litro i prezzi consigliati della benzina e di dieci quelli del gasolio. Per Tamoil registriamo un rialzo di sei centesimi sulla benzina e quattordici sul gasolio. Salgono anche i prezzi del Gpl, con aumenti tra uno e due centesimi di euro al litro.

Codacons su gasolio: pieno costa 12,3 euro in più -
In soli 10 giorni il prezzo del gasolio alla pompa è aumentato di oltre il 14%, portando un pieno di diesel a costare 12,3 euro in più rispetto a fine febbraio. Lo denuncia il Codacons, che ha messo a confronto i prezzi medi regionali dei carburanti comunicati oggi dal Mimit con quelli in vigore il 27 febbraio scorso, prima dell' attacco all'Iran. Oggi il prezzo medio del gasolio in modalità self, secondo le medie regionali del Mimit, si attesta in Italia a 1,970 euro al litro, con un balzo del +14,3% rispetto al prezzo medio nazionale di fine febbraio (1,723 euro/litro) - analizza il Codacons - Questo significa che in soli 10 giorni un pieno di diesel costa ad ogni automobilista ben 12,3 euro in più, pari ad una maggiore spesa da +296 euro annui se si considera una media di due pieni al mese.

Nello stesso periodo la benzina al self è aumentata di circa il 7%, con una maggiore spesa da circa +5,8 euro a pieno, quasi 140 euro in più su anno - aggiunge il Codacons.

Sul fronte dei prezzi medi regionali anche oggi si registrano ritocchi al rialzo, col gasolio che al self ha raggiunto una media di 2,008 euro al litro a Bolzano, 1,993 euro in Calabria, 1,990 euro in Sicilia, 1,985 euro in Valle d'Aosta - afferma il Codacons sulla base dei dati Mimit.

Il governo non deve più perdere tempo e deve intervenire tagliando le accise sui carburanti per almeno 15 centesimi di euro al litro, in modo da riportare i listini ai livelli pre-crisi - dichiara l' associazione - Per farlo non servono nuovi decreti ma basta adottare la legge del 2023 sulle accise mobili che consente a Mef e Mase di intervenire subito con un provvedimento di riduzione della tassazione che, ricorda il Codacons, avrebbe effetti positivi immediati non solo sui costi di rifornimento ma anche sui listini al dettaglio dei prodotti trasportati, questa la richiesta dell'Associazione.

Per l'Unione Nazionale Consumatori "le armi contro le speculazioni sono ancora e sempre le stesse, quindi spuntate. Il decreto del 2023 era solo aria fritta che dava qualche potere in più al Garante per la sorveglianza dei prezzi per monitorare i prezzi, non per bloccare le speculazioni. Non c'era nulla per dare più poteri all'Antitrust contro i rincari anomali, come noi chiediamo da anni in occasione di ogni legge annuale sulla concorrenza", sottolinea il Presidente Dona.

"L'unica cosa utile di quel decreto era l'app che avrebbe dovuto suggerire ai consumatori quale è il distributore di carburanti più conveniente nella loro zona. Solo con la concorrenza e la trasparenza del prezzo, infatti, i consumatori possono provare a difendersi da soli. Ebbene, dopo la bellezza di 3 anni e 2 mesi dal varo del decreto, quell'app non ha ancora visto la luce e non se ne sa più nulla", prosegue Dona che invita il Governo nel Consiglio dei ministri di domani "a ridurre le accise sui carburanti di almeno 10 centesimi"



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