Spread BTP-Bund torna a quota 100
Lo Spread BTP-Bund nella giornata di ieri ha chiuso esattamente a 100 punti, a fronte di un rendimento del BTP decennale lievitato al 4,59% e del Bund di pari scadenza al 3,59%. A fine 2025, lo Spread italiano aveva toccato minimi di 66 punti, di riflesso alla stabilità di governo ed ai progressi registrati dai conti pubblici. Stabilità che è tutt'ora presente e che ha vonvinto le agenzie di rating - ultima Moody's - a confermare il miglioramento del profilo di rischio del sistema Paese.
Ma la crescita dei rendimenti dei titoli di Stato è un fenomeno globale, innescato dall'impennata dei Treasury, che scontano nuovi rialzi dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve. Il rendimento del Treasury statunitense a 30 anni ha superato il 5,60%, toccando un livello che non si vedeva dal 2002, all'indomani dello scoppio della bolla delle dot-com.
Una evoluzione che certamente non facilita i Paesi a più alto debito e quelli che evidenziano profili di instabilità. Asnsieme all'Italia è un caso lampante la Francia, il cui Spread si è spinto sino a 120 punti, scontando un debito elevato e un certo disagio socio-politico che vede avanzare l'ultradestra lepenista.
Il cantiere Manovra nasce sotto una cattiva stella
L'evoluzione dei mercati di certo non faciliterà il compito del Governo, costretto a mettere in piedi una Manovra - l'ultima per questa amministrazione - con risorse limitate, considerando che è già sfumato il "tesoretto" riveniente da un deficit sotto la soglia del 3%, non ancora concretizzatosi.
"Come ho sempre detto, bisogna stare molto attenti al debito, per fortuna che siamo stati attenti al debito nei quattro anni precedenti", ha tagliato corto il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti.
In più, va considerata la crescita del costo degli interessi sul debito, che ammontano a circa 85 miliardi di euro l'anno. I00 nuovi collocamenti dei BTP decennali in asta iri sono stati piazzati ad un rendimento in forte rialzo al 4,58%, ben lontani dal 4% dei collocamenti effettuati ad agosto. Secondo i calcoli di Prometeia, 60 punti in più di rendimento equivalgono ad un costo aggiuntivo di 2 miliardi il primo anno per poi crescere nei successivi.
Diverse misure "bandiera" da mettere in soffitta
Il governo Meloni dovrà dunque rinunciare a diverse misure su cui aveva sperato di contare: dall'ampliamento della platea di partite IVA soggette a flat tax agevolata alle varie ipotesi di uscita anticipata dal lavoro, senza dimenticare l'ennesimo rinvio della sugar tax ed i sussidi/indennizzi previsti dal Ddl caregiver. Possibili anche tagli lineari alle spese dei ministeri ed il rinvio di tutte le opere non incluse nel perimetro del PNRR.
Sembrerebbe pacifica invece l'estensione del taglio dell'Irpef al 33% per i redditi fino a 60.000 euro, insieme alla flat tas del 5% sugli aumenti retributivi a favore dei giovani. Possibile anche la conferma del bonus casa del 50% per la prima abitazione e del 36% dalla seconda. Una conferma anche per la cedolare secca per i negozi entro determinati limiti.