(Teleborsa) - Partenza sottotono per la borsa di Wall Street, sulle rinnovate preoccupazioni legate all’intelligenza artificiale che hanno colpito i titoli dei semiconduttori e che spingono gli investitori verso la sicurezza dei titoli di Stato. Nel frattempo, le principali banche hanno dato il via alla stagione dei risultati trimestrali negli Stati Uniti.
Si muovono a due velocità gli indici statunitensi: il Dow Jones mostra un rialzo dello 0,62%; mentre, al contrario, resta piatto l'S&P-500, con le quotazioni che si posizionano a 7.802 punti. In rosso il Nasdaq 100 (-0,85%); sui livelli della vigilia l'S&P 100 (-0,02%).
I progressi del produttore cinese di memorie CXMT hanno alimentato i timori di una maggiore concorrenza da parte delle aziende cinesi attive nell’intelligenza artificiale. A pesare sul sentiment hanno contribuito anche le dichiarazioni di Hock Tan, amministratore delegato di Broadcom, che ha paragonato alcuni flussi di investimento nel settore dell’IA al gioco d'azzardo nei casinò.
Rendimenti obbligazionari in calo, attesa per l’inflazione USA
Il rendimento del Treasury statunitense decennale è sceso al 5,187%, allontanandosi ulteriormente dal massimo degli ultimi 24 anni, pari al 5,364%, raggiunto la settimana precedente.
Nelle ultime settimane, la combinazione tra pressioni inflazionistiche legate agli elevati prezzi dell’energia e timori per l’aumento del debito pubblico ha innescato diverse ondate di vendite sui mercati obbligazionari, spingendo i costi di finanziamento ai massimi pluridecennali in varie economie.
L’inflazione persistente, il petrolio ancora caro e le ingenti necessità di finanziamento dei governi continuano a rappresentare ostacoli significativi.
L’attenzione si concentra ora sui dati statunitensi sui prezzi al consumo, attesi domani, che potrebbero fornire indicazioni sulle prossime decisioni della Federal Reserve. Secondo il CME FedWatch Tool, i mercati attribuiscono una probabilità dell’80,6% al mantenimento dei tassi invariati nella riunione prevista più avanti nel mese, rispetto al 51% di un mese prima.
Le trimestrali bancarie sotto esame
Gli investitori guardano ai risultati delle grandi banche statunitensi per valutare gli effetti del recente aumento dei rendimenti dei Treasury sull’attività di negoziazione, sulla crescita dei prestiti e sui costi di finanziamento.
Nel dettaglio, Citigroup ha annunciato utili e ricavi in crescita nel terzo trimestre, mentre la trimestrale di Goldman Sachs ha battuto le attese degli analisti. I tre mesi di JP Morgan sono risultati in crescita, ma sotto le aspettative. Wells Fargo ha consegnato utili migliori delle stime di consensus. Tra le altre big non bancarie che hanno alzato il velo sui conti, va segnalato il crollo dell'utile trimestrale di Johnson & Johnson.
La stagione delle trimestrali rappresenta un importante banco di prova per il settore finanziario, chiamato a dimostrare la propria capacità di mantenere una redditività solida in un contesto caratterizzato da tassi elevati, costi di finanziamento in aumento e incertezza sulle prospettive economiche.
Petrolio e valute
I prezzi del petrolio hanno registrato una flessione mentre gli operatori valutavano i rischi per le forniture legati agli attacchi contro l’Arabia Saudita e la possibilità di un aumento delle forniture di diesel dalla Russia.
Il Brent è a 104,76 dollari al barile, mantenendosi appena sotto il massimo delle ultime due settimane raggiunto il giorno precedente.
Anche il dollaro si è indebolito arretrando dai massimi degli ultimi 18 mesi in concomitanza con la discesa dei rendimenti obbligazionari e dei prezzi energetici. L’euro è salito a 1,1188 dollari, mentre lo yen giapponese si è attestato a 158,12 per dollaro.