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Giovedì 21 Settembre 2017, ore 12.36
Azioni Milano
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Indici Americani e Asiatici
Ufficio Studi Teleborsa
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DOW JONES
la settimana da lunedì 18 settembre
01/09/2017 - h.22,45 L’indice Dow Jones ha messo a segno una performance settimanale rialzista, mostrando un aumento dello 0,80%. Il segretario americano al Tesoro, Steven Mnuchin, si dice fiducioso che repubblicani e democratici riusciranno a trovare un'intesa sul tetto al debito. Il limite oltre il quale Washington non può emettere nuovo debito per finanziare le sue attività e onorare i propri impegni con i creditori. L'aumento del tetto del debito, deve essere approvato entro il 29 settembre, altrimenti sarà inevitabile lo "shutdown", cioè il blocco degli uffici governativi. "Nessuno permetterà il default degli USA" - ha detto Mnuchin - aggiungendo che nelle settimane a venire verranno forniti dettagli ulteriori della riforma fiscale che l'amministrazione Trump punta a fare approvare al Congresso entro la fine dell'anno". L'agenzia di rating Standard and Poor's ha avvertito gli Stati Uniti che la mancata approvazione della legge di bilancio potrebbe aprire la crisi più pesante mai vista in USA, peggiore di quella che iniziò con il crack di Lehman Brothers.
Grafico settimanale
Gli indicatori dell'indice DOW JONES
21996,71 Resistenza 2
Variazione % 0,80
21932,65 Resistenza 1
11,26 Performance da inizio anno %
21987,56 Last
Score 80
21868,59 Supporto 1
esaurimento Outlook
21889,72 Supporto 2
Medium Term
NASDAQ COMPX
la settimana da lunedì 18 settembre
01/09/2017 - h.22,45 L’indice tecnologico, che include la maggior parte dei colossi tech a stelle e strisce, ha messo a segno una performance positiva del 2,84%. L'agenzia di rating Standard and Poor's ancora nero per gli Stati Uniti ed avverte la mancata approvazione della legge di bilancio potrebbe aprire la crisi più pesante mai vista in USA, peggiore di quella che iniziò con il crack di Lehman Brothers. S&P Global Ratings ha avvertito la Casa Bianca ed il Congresso che il mancato aumento del tetto del debito potrebbe dare avvio ad una crisi più "catastrofica" di quella del 2008, iniziata con il fallimento della banca d'affari Lehman Brothers. "Mentre crediamo che il Senato farà passare l'accordo per aumentare il tetto del debito, l'impatto di un default del governo USA sarebbe peggiore del crollo di Lehman Brothers nel 2008, devastando i mercati e l'economia", ha affermato Beth Ann Bovino, capo economista di S&P per gli USA. L'aumento del tetto del debito, da approvare entro il 29 settembre, è necessario per permettere al Tesoro USA di finanziare le spese governative. Si tratta infatti del limite oltre il quale Washington non può più emettere nuovo debito (bond) per finanziare le spese correnti e ripagare i debiti in scadenza. Naturalmente, gli Stati Uniti riuscirebbero ad evitare un default, ma per S&P una situazione siffatta abbatterebbe la spesa pubblica, facendo ricadere gli USA in recessione e mandando in fumo tutti gli sforzi fatti in questi ultimi anni. Tecnicamente, il tetto del debito è stato raggiunto a marzo di quest'anno, ma il Dipartimento del Tesoro ha usato le cosiddette "misure straordinarie", riuscendo a strappare altri sei mesi di tempo. A luglio, il Segretario al Tesoro Steven Mnuchin aveva avvertito Capitol Hill che tali misure sarebbero scadute a fine settembre. La mancata approvazione farebbe scattare lo "shutdown", cioè il blocco degli uffici governativi, sino a quanto questo aumento e la legge di bilancio non sarà approvata.
Grafico settimanale
Gli indicatori dell'indice NASDAQ COMPX
6398,16 Resistenza 2
Variazione % 2,71
6366,38 Resistenza 1
19,55 Performance da inizio anno %
6435,33 Last
Score 60
6334,60 Supporto 1
esaurimento Outlook
6360,34 Supporto 2
Medium Term
S&P 500
la settimana da lunedì 18 settembre
01/09/2017 - h.22,45 L’indice S&P500 ha chiuso la sessione con un rialzo dell’1,37%. Le cose si mettono male, gli Stati Uniti potrebbero nuovamente andare incontro allo "Shutdown". Il termine, che tradotto sta per "chiudere" o "cessare", è divenuto famoso nell'ottobre del 2013, quando sotto la Presidenza Obama il governo USA dovette applicare una legge che prevede la chiusura degli uffici governativi ed il totale blocco delle spese non essenziali nel caso in cui il Congresso non dovesse approvare la legge di bilancio. Il rischio di un nuovo "Shutdown" era stato scongiurato a settembre 2014 e dicembre 2015, ma ora si ripropone sotto la Presidenza Trump. Il leader statunitense, nel corso di un comizio in Arizona ha minacciato la possibilità di un cambio della composizione del governo e uno "shutdown" se non verrà approvata la nuova legge di bilancio e verrà innalzato il tetto del debito. Il motivo per cui non si riesce a trovare l'accordo è il costo del muro con il Messico che oscilla fra i 5 ed i 10 miliardi di dollari. Trump è stato chiarissimo: “Se dobbiamo chiudere le attività del governo per costruire il muro, lo faremo". In effetti, il muro che dovrebbe essere finanziato con una tassa sulle importazioni dal Messico del 20% è una parte fondamentale della campagna elettorale dell'ex tycoon della finanza USA e della sua politica protezionistica. E' a rischio anche il rinnovo del trattato di libero scambio Nordatlantico, il NAFTA, siglato fra USA, Canada e Messico. "Personalmente dubito che l'accordo si farà", ha detto Trump, aggiungendo che "probabilmente ad un certo punto il NAFTA terminerà“. Frattanto, l'agenzia di ratina Fitch ha lanciato un avvertimento alla Casa Bianca, paventando la possibilità di un taglio del rating degli Stati Uniti, se il Congresso non troverà un accordo per l'innalzamento del tetto del debito "nei tempi giusti" e per la nuova legge di bilancio 2018 entro la scadenza di fine settembre. Il merito di credito degli USA, che attualmente è di "Tripla A", verrà messo sotto osservazione per un possibile taglio. Le minacce di Trump sono arrivate proprio per garantirsi che vengano finanziate anche le spese del costosissimo muro. Ma Fitch paventa uno "scontro" a Capitol Hill per finanziare spese straordinarie, che aggraverebbe la posizione del Tesoro USA, esponendo gli Stati Uniti al rischio default.
Grafico settimanale
Gli indicatori dell'indice S&P 500
2469,60 Resistenza 2
Variazione % 1,37
2463,07 Resistenza 1
10,62 Performance da inizio anno %
2476,55 Last
Score 60
2456,54 Supporto 1
acquisto Outlook
2461,93 Supporto 2
Medium Term
NIKKEI 225
la settimana da lunedì 18 settembre
01/09/2017 - h.22,45 L’indice nipponico ha chiuso l’ottava con una sallita dell'1,23%. In calo l'attività industriale giapponese nel mese di luglio. Secondo la stima preliminare del Ministero del Commercio Internazionale e dell'Industria giapponese (METI), l'indice destagionalizzato della produzione industriale è diminuito dello 0,8% a livello mensile, dopo il +2,2% di giugno. Su base annua la produzione è indicata invece in aumento del 4,7%. Le consegne sono diminuite dello 0,7% rispetto al mese precedente, mentre le scorte hanno registrato una variazione negativa dell'1,2%. La ratio delle scorte è pari a 2,4%.
Grafico settimanale
Gli indicatori dell'indice NIKKEI 225
19745,88 Resistenza 2
Variazione % 1,23
19629,99 Resistenza 1
3,02 Performance da inizio anno %
19691,47 Last
Score 50
19514,10 Supporto 1
stop Outlook
19509,14 Supporto 2
Medium Term
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