Milano 12-giu
51.497 +1,97%
Nasdaq 12-giu
29.636 +0,64%
Dow Jones 12-giu
51.202 +0,70%
Londra 12-giu
10.472 +1,63%
Francoforte 12-giu
24.635 +1,76%

Bolletta energetica sempre più cara anche se crolla la domanda

Economia
Bolletta energetica sempre più cara anche se crolla la domanda
(Teleborsa) - Nel giorno dell'assemblea annuale l'Unione Petrolifera ha presentato un bilancio non troppo buono sull'energia.
Riassumendo molto sinteticamente possiamo dire che la domanda energetica ha subìto nel 2012 un forte calo, raggiungendo livelli che non si vedevano ormai da vent'anni, mentre la bolletta ha registrato un netto rialzo, risultando la più alta di sempre.

Scendendo nel dettaglio nel 2012 la bolletta energetica che l'Italia ha dovuto pagare per approvvigionarsi di energia dall'estero ha superato i 64 miliardi di euro a causa anche della debolezza dell'euro. L'incidenza del petrolio è scesa invece al 53% rispetto al 90% del 1980.
Il presidente dell'Unione petrolifera, Alessandro Gilotti, ha spiegato poi che la domanda in Italia è tornata indietro di 20 anni, con un calo particolarmente vistoso per le vendite di carburanti.
Preoccupato il ministro dello Sviluppo Economico, Flavio Zanonato, perché questo eccesso di offerta di 15-20 milioni di tonnellate l'anno "potrebbe portare alla chiusura in Italia di quattro grandi impianti".

Da segnalare poi l'incremento record del prelievo fiscale sul settore petrolifero nel 2012, pari a 5 miliardi di euro a 42,3 miliardi di euro (+13,7% rispetto al 2011). Secondo Gilotti si tratta di un aumento appena inferiore rispetto a quanto ha garantito l'IMU ai comuni, ma che a differenza della tassa sulla casa "colpisce chiunque, indipendentemente dal reddito".

Per l'anno in corso l'Unione Petrolifera stima che la fattura energetica nel 2013 potrebbe essere inferiore di circa 10 miliardi di euro", attestandosi tra i 53 e i 54 miliardi di euro. "Metà del risparmio sarebbe determinato dalla fattura petrolifera che, secondo una prima stima, scenderebbe a 28-29 miliardi nel 2013".

Riguardo al prossimo aumento dell'IVA al 22% Gilotti ha detto che "evitare l'aggravio di un punto dell'IVA previsto per luglio sarebbe un segnale positivo, anche perché graverebbe sui consumatori per 1,5 centesimi di euro al litro" alla pompa di benzina.
Condividi
```