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Venerdì 30 Settembre 2016, ore 12.15
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L'Europa e l'incipit di fondo pagina

Fabio Michettoni
Fabio Michettoni
Direttore Responsabile dell'Agenzia Teleborsa


No! Non può essere.
Il libro da sempre propone l'incipit all'inizio e come si legge su Wikipedia l'incipit è, "l'esplosione semantica che genera e avvia il cosmo romanzesco e ci consente di individuarne i caratteri, di intuire panorami e sviluppi futuri" e questo "avviene non appena leggiamo le prime dieci o venti righe".

Nel leggere infatti la prima pagina noi non veniamo a conoscenza, ovviamente, di tutto il romanzo, ma ci creiamo dei percorsi mentali lungo i quali orienteremo la nostra lettura. Se il libro in questione trattasse però di Europa unita ci si renderebbe conto come gli schemi precostituiti a guida di una lettura lineare, arrivati ad un certo punto della storia, sarebbero stati fuorvianti... anzi... proprio fasulli.

In effetti le basi dell'Unione Monetaria Europea sono state gettate su una convinzione da parte degli Stati Fondanti e cioè che mai ci saremmo dovuti trovare in una situazione come quella attuale, dove i debiti statali accumulati negli anni, e fatti ulteriormente lievitare fino a scoppiare in questi ultimi tempi di crisi, hanno acceso il senso del mutuo soccorso.
Eh No! Questo non era nei patti, o meglio non era previsto in quanto, e comunque sempre in teoria, ogni stato aderente all'Unione avrebbe dovuto far fronte in modo autonomo ai propri debiti e alle proprie problematiche, senza l'ausilio e il coinvolgimento degli altri stati membri. Ma quale capezzale, non se ne parla nemmeno.

In pratica le cose stanno diversamente e questo avremmo dovuto intuirlo semplicemente ragionando sulle dinamiche di finanziamento del debito pubblico internazionale e, a maggior ragione, se si tratta di localismi coagulati da una moneta comune... anzi... solo da una moneta comune e null'altro. I capitali circolano e normalità vuole che gli Euro Tedeschi e Francesi, nel loro circolare, finiscano anche in Grecia; se poi la Grecia rischia di saltare gambe all'aria, succede anche che i finanziatori del debito greco si impauriscano e proclamino il mutuo soccorso perché il rimborso del debito non è più solo un problema dello Stato in potenziale default, ma un grosso problema anche per lo Stato finanziatore.

Chi è che non butterebbe una ciambella ad un improvvido bagnante finito in un vortice, che rischia di affogare, almeno una ciambella non la si nega a nessuno... e proprio quello che dovrebbe essere nella naturale logica delle cose, cioè un fraterno aiuto, rischia di diventare il catalizzatore di un pericolosissimo "contagio" creando un inopportuno precedente.

Il Patto di Stabilità, che mirerebbe a diluire gli squilibri locali sull'intera area e il Fondo Monetario, forse l'unico organismo deputato a intervenire perchè in possesso degli strumenti più adatti oltreché di capitali adeguati, non risolverebbero strutturalmente il problema per il semplice fatto che né il Patto di Stabilità né il Fondo Monetario hanno i poteri necessari per intervenire con modifiche regolamentari all'interno dei singoli Paesi. In più i 15 miliardi di Euro considerati dalla Germania, con forse altrettanti Francesi, per sostenere la Grecia, non sarebbero sufficienti a contrastare l'incendio della speculazione che potrebbe contare su oltre 50 mld di Euro, senza l'uso delle leve, concentrati nelle mani di pochi giganteschi Hedge Funds e si sa... quelli non hanno né etica né cuore di mamma... semmai il salvagente te lo buttano sgonfio.

Soros e compagnia puntano sulla deflagrazione dell'Unione Monetaria ed in Europa le condizioni geopolitiche attuali, disaggregate e senza unità di intenti, potrebbero favorire attacchi speculativi su larga scala. Quindi attenzione. Sarebbe opportuno strappare le ultime 200 pagine lette di questo libro sciagurato e riscriverle di sana pianta in coerenza con l'incipit stampato a chiare lettere vent'anni fa.

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