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Domenica 11 Dicembre 2016, ore 15.01
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Una seduta spiritica al tavolo a tre gambe



Tre gambe sono la condizione minimale per avere una struttura in equilibrio. Un equilibrio che un professore di meccanica definirebbe "labile", cioè una situazione in cui il baricentro di una struttura potrebbe subire scomposti spostamenti in funzione di forze agenti esternamente e quindi collassare.

E tre, per associazione metaforica, sono appunto le gambe su cui poggia tutto il peso del mercato valutario: Europa, Usa e Cina.
Tre gambe morfologicamente strutturate in modo nettamente differente che richiedono posture e supporti altrettanto dissimili tra loro.

Scusate la piccola divagazione che, tuttavia, dovrebbe aver chiarito l'idea di come si possa rappresentare la situazione odierna in tema di mercato valutario. C'è chi dice, come la stampa finanziaria, che siamo alla vigilia di una guerra valutaria, cercando di interpretare l'orientamento delle banche centrali. La volatilità è elevata e riflette tensioni politiche con conseguenze inaspettate e questo perchè FED, BCE e Banca Cinese procedono in ordine sparso, ma tese a nuove concessioni di liquidità entro breve tempo per stimolare le rispettive esportazioni. Quindi tutti contro tutti in un contesto di "guerra valutaria". Le ripercussioni potrebbero essere devastanti.

Il Congresso americano vede preclusi agli Stati Uniti i benefici di una valuta competitiva e minaccia la Cina con una sorta di tariffa.
La Cina, per suo conto, ha avvertito gli americani imponendo un dazio sulle esportazioni di pollame degli Stati Uniti. Se si dovesse perdere il controllo di questa pericolosa dinamica e cioè dello "svaluta tu che svaluto anch'io", a perdere sarebbe l'intero sistema commerciale globale.
Gli Usa che indeboliscono la loro valuta nei confronti di Euro e Yen e la Cina che di fatto svaluta incamerando Dollari.
E l'Euro? Beh, l'Euro è il giullare di turno che fa divertire sia l'economia asiatica che quella americana ed anche se c'è chi, in modo improvvido, dice che una forte rivalutazione dell'Euro non minerà strutturalmente l'export europeo, dai vertici della BCE fanno sapere che questa puntata dell'Euro verso l'alto sta assumendo contorni preoccupanti.

C'è poi l'altra campana, che al concetto di "guerra valutaria" e del tutti contro tutti, contrappone la politica della concertazione tra Stati con il nobile obiettivo di rimodulare gli equilibri, anche in virtù di nuove dinamiche presenti sui mercati. Ad esempio gli Stati Uniti non hanno più bisogno di trovare acquirenti governativi per le loro emissioni, per questo c'è la FED stessa che immette liquidità nel sistema drenando titoli; così come svalutare, per i mercati emergenti, può essere un'arma a doppio taglio perchè poi dovrebbero affrontare la riconversione verso il mercato interno, alimentando spirali inflattive.

Da qui il convincimento e l'ottimismo ostentato da alcuni vertici dell'FMI sull'ipotesi della concertazione, che in poche parole è attuata così: l'America svaluta ed esporta, Asia ed Europa stanno al gioco ed accettano di rivalutare in cambio di migliori prospettive economiche globali.
Fin qui tutto teorico; ma anche all'interno dello stesso FMI c'è chi invece sposa la linea della "guerra valutaria", come il suo presidente Strauss-Kahn che, per contenerla, sta mettendo a punto "l'iniziativa per la stabilità sistemica" che servirebbe a offrire, alle principali potenze mondiali, un appuntamento regolare per poter meglio discutere e cercare di risolvere i problemi di fondo.

Una domanda è lecita: ma la situazione è veramente preoccupante?
La risposta è "NI" e questo perchè forti oscillazioni creano tensioni dagli esiti incerti ed inaspettati, ma se le Banche centrali agiscono all'unisono, ricorrendo al quantitative easing, non esistono motivi per cui si debba preferire una moneta rispetto alle altre, trattandosi per lo più di economie deboli. Se invece si avranno esitazioni da parte delle Banche Centrali, da qualunque parte dell'oceano, le oscillazioni fin qui manifestate potrebbero invertirsi e dar luogo a collassi dell'intero sistema.

Vale il detto "se la diagnosi è sbagliata, la cura è dannosa". Quindi tutti intorno al tavolo per una bella seduta spiritica ad interrogare i vari Adam Smith, John Maynard Keynes e Franco Modigliani.

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