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Mercoledì 28 Settembre 2016, ore 19.21
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Il desiderio tramontato di sentirsi migliori


Sventurata la terra che ha bisogno di eroi. E' una citazione del commediografo tedesco Bertold Brecht fissata indelebilmente in uno dei suoi lavori, con lo scopo di sensibilizzare nell'individuo una coscienza critica usando la ragione, che è l'arma più efficace contro ogni male. A posteriori si pensa a cosa sarebbe stato se il Comandante della Costa Concordia non avesse disatteso al suo dovere, ma è chiaro che questo discorso implica un'attenta analisi sulla scelta individuale di ogni essere umano. La consapevolezza di Brecht di vivere in un'epoca tragica, piena di difficoltà a mantenere fede ai propri ideali e di essere coerenti, appunto perché si è uomini con tutti i limiti e i pregi del termine, vale ancora alla nostra epoca? o è invece proponibile la risposta di Galileo sottoposto al giudizio dell'inquisizione: "Felice il paese che non ha bisogno di eroi"?

I sentimenti sono contraddittori, ma nel contempo ambivalenti e invitano ad una riflessione sul concetto di umanità. Un uomo alla deriva, come il Comandante Schettino, che fa l'errore della sua vita senza porvi rimedio, né pratico, né umano, attraversato dalla rabbia del Comandante De Falco che pretende un rigurgito di umanità. Potrebbe essere la trama di un film e invece è vero e riguarda tutti noi. Il cuore impavido contro il tetro condizionamento della paura... paura del buio e delle acque nere e gelide.

Una cosa che sarebbe bene fare, nel lento e complicato cammino per il miglioramento di noi stessi e del mondo in cui viviamo, è smettere di chiamare eroi le persone come il Comandante De Falco che lo scorso 13 Gennaio, nelle acque del Giglio, hanno permesso alla quasi totalità degli occupanti della nave da crociera italiana, di mettersi in salvo. Definirli eroi stabilisce ineluttabilmente una distanza incolmabile tra quello che sono e quello che hanno fatto, trasformando il loro umanissimo gesto in una cosa di dimensioni spropositate, per giunta prodotta nell'espletamento del loro ruolo a cui paradossalmente ci si potrebbe sottrarre senza grossi problemi di coscienza, quasi fosse una scelta.

Gente lucida, ancorché coraggiosa, certo, perché per fare la cosa giusta venerdì 13, nel buio più totale, lucidità e coraggio erano doti essenziali, ma hanno fatto semplicemente quello che dovevano, quello che ciascuno di noi avrebbe dovuto fare perché non esiste neutralità di fronte alla tragedia e alla morte. Così gesti come quelli assunti dal Comandante De Falco vengono intrisi di eroismo; sarebbe invece più ragionevole dire che dovremmo riappropriarci del desiderio di essere migliori e della consapevolezza che quanto fatto non è qualcosa per persone eccezionali, ma per ognuno di noi.

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