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Sabato 1 Ottobre 2016, ore 17.41
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I Nibelunghi e la leggenda di un racconto apocalittico

Fabio Michettoni
Fabio Michettoni
Direttore Responsabile dell'Agenzia Teleborsa

Il paradosso dell'informazione italiana, che ci sta abituando a criminalizzare la Germania, rea di un marcato ostruzionismo a collaborare per risolvere i problemi in capo all'Euro, lascia a dir poco perplessi; come il tono, totalmente inadeguato all'importanza e alla delicatezza della situazione, che rischia di esplodere entro breve tempo se un poco di serietà a trattare l'argomento non verrà inoculata nelle menti di chi deve effettivamente decidere.

Questa atmosfera, che nel corso degli ultimi tre anni è cresciuta di fronte al problema irrisolto della cooperazione europea, ha catturato anche il presidente Monti che, in più occasioni e con pacato stile, ha scudisciato la linea tedesca, auspicandone un ammorbidimento. Si è avuta così una radicalizzazione delle posizioni, con rischi altissimi per un'Italia eurodebole a causa del grosso debito accumulato, dell'alto livello di spesa pubblica e della pervasività vessatoria di un ordinamento fiscale che persegue indiscriminatamente a drenare risorse.
Dimentichi che tutto ciò è dipeso solo ed esclusivamente dai nostri governi, votati senza che nessuno ci abbia messo la pistola alla testa, tutto ciò ci ha fortemente esposto ai graffi dei mercati, rendendo più gravoso l'accesso al credito internazionale.

Questi graffi hanno cambiato in definitiva il modo di fare politica di tutti i paesi eurodeboli come il nostro, perché hanno messo in evidenza i nostri difetti. Ma ammettere le proprie colpe è un esercizio che non riesce molto bene alle classi dirigenti del nostro paese, che preferiscono attribuire ad altri la colpa di questo sfascio, dispensando un tratteggio positivo di un'italianità da tempo evaporata.

Che colpa ne ha la Germania di tutto ciò? Che colpa ne hanno i tedeschi se si oppongono all'accollo di debiti non contratti da loro? E quali sarebbero le colpe dei tedeschi se nonostante due guerre sono stati capaci di risollevarsi e porsi sempre e comunque come la locomotiva economica europea? Ovviamente nessuna; è solo la lente deformata del pregiudizio di chi vede le cose senza riflettere. Per questo più che chiedere meccanismi di garanzia e crogiolarsi nell'autocompiacimento, sarebbe opportuno accelerare i processi di ristrutturazione interni, per risolvere problemi che affondano le radici nelle inopinate scelte, o se volete non scelte, dei nostri politici.

Quindi è un problema solo italiano se si fatica ad accedere al credito internazionale a tassi ragionevoli e non sarebbe nemmeno così difficile argomentare per cercare di rimappare l'economia del nostro paese e andare ben aldilà delle "manovrine" correttive, sempre necessarie per mantenere dritta la barra di governo. Bisognerà trovare nella crescita le risorse per finanziare uno Stato sull'orlo del precipizio e non ricorrere alle scorciatoie delle facili soluzioni.

Quindi basta con le ipotesi del complotto anti-italiano, basta con l'immaginare chissà quali disegni dietro il fibrillante evolversi degli eventi e basta a mettere i puntini sulle "i" in merito alle leggende che circolano e che ci vogliono invisi agli Stati cosidetti "virtuosi". Se siamo in questa situazione il merito è solo nostro, quello di italiani "brava gente", maggiorenne e vaccinata.
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