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Giovedì 29 Settembre 2016, ore 00.25
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Paranormal activity

Riprendono quota i movimenti neofascisti giovanili, uno dei tentativi di riempire il vuoto politico.

Fabio Michettoni
Fabio Michettoni
Direttore Responsabile dell'Agenzia Teleborsa

L'uomo forte solletica i nostalgici che si ritrovano aggregati intorno ad uno dei tanti rigurgiti fascisti che la storia, di tanto in tanto, ci propone in coincidenza di vuoti politici da occupare e presidiare.

E' acclatato che il Partito Nazionale Fascista è classificato fuori legge dalla Costituzione, così come tutti i tentativi di ricostituirlo in qualsiasi stato e forma. Una feroce contrapposizione dei Padri Costituenti verso lo sfascio e la devastazione che l'egemonia fascista aveva portato in vent'anni dalla marcia su Roma, nel 1922, con l'impigrimento della società sul confronto degli ideali e sull'apparente comodità di una sterile disciplina, regolata dall'uomo forte, nel faticoso tentativo della ricostruzione del primo dopoguerra.

Ma più di tutti è la tragedia della seconda guerra mondiale che ha fissato nella memoria degli italiani il fallimento di un intero progetto politico che non ha attenuanti di alcun genere, nemmeno in qualche flebile e indiscutibile connotato positivo.

E allora perché riprendono quota i movimenti neofascisti giovanili che, specialmente nelle aree metropolitane, rioccupano con vigore alcune aree rispolverando un modo di fare politica oramai morto e sepolto? Sicuramente è un tentativo come un altro, peraltro arrangiato, di riempire un vuoto politico che non può durare per molto tempo; un vuoto che probabilmente sta riempiendosi, anche se di cosa ancora non è dato sapere, per un veloce processo di sostituzione della classe politica che ha portato l'Italia al disastro economico e, come scriveva Pasolini, antropologico.

Oggi come ieri il fascismo sembra attecchire fra le persone in un momento di massima sfiducia nella politica, nelle figure istituzionali e nel governo. La rabbia è tanta e le piazze sono sempre più piene, ma una nazione che non attinge al pozzo della memoria è una nazione che non ha chiara l'idea di dove vuole andare; una nazione che adatta la memoria al contesto è una nazione che non ha uno scrigno in cui custodire i propri ideali e la propria educazione morale, prima che politica e di contrapposizione ideologica.

Solo per questo vanno salvaguardate le conquiste democratiche, ancorché imperfette, per impedire al potere reale di riempire i vuoti per il semplice fatto che non sappiamo prefigurarci quali forme assumerebbe sostituendosi all'attuale sistema e che, con la scusa del cambiamento, rischierebbe di portarci sull'orlo di un vecchio incubo.

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