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Mercoledì 28 Settembre 2016, ore 00.36
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Il bicchiere mezzo pieno

Riflettiamo e ragioniamo sulle riforme da attuare, prima su tutte la legge elettorale.

Fabio Michettoni
Fabio Michettoni
Direttore Responsabile dell'Agenzia Teleborsa
Battute indegnamente tutte le strade per eleggere il nuovo presidente della Repubblica, la disperazione ha preso il sopravvento e si è trovato un accordo condiviso che ha riportato al colle Giorgio Napolitano.
Un nuovo mandato che appare come l’inequivocabile resa del vecchio sistema politico italiano, ma che potrebbe anche rappresentare il più classico dei gol in zona Cesarini, con l’arbitro pronto a fischiare la fine della partita.

Dal punto di vista di Grillo, il tutto appare come un mezzo colpo di stato: un “golpettino” per non togliere lo scranno sotto tanti esponenti politici prossimi al collasso.
Oggettivamente, Grillo ha invece perso la sua guerra parlamentare, vincendo solo una battaglia, per ora, cioè quella che ha spaccato il PD riducendolo in mille brandelli.
Le prese di posizione grilline faranno breccia nel consenso popolare alimentando più che una marcetta su Roma? Vedremo.
Molto dipenderà dalla tenuta delle istituzioni.

La prima mossa di Napolitano sarà proprio quella di calmierare il dissenso dei cittadini, che rischia di tracimare pericolosamente in protesta incontrollata.
Acclarata la sconfitta di Grillo e la sublimazione del PD, resta l’abilità di Berlusconi a sopravvivere, ma nulla di più, anche perché è rientrato in partita con una buona dose di fortuna.
Vedremo quale ricaduta avrà tutto questo sulla formazione del nuovo governo e se la forzatura del Napolitano bis potrà essere recuperata nel suo significato alternativo di sostituire la figuraccia fatta, con un’idea più seriamente connotata, come quella della Repubblica semipresidenziale.

Dipende dai punti di vista. Secondo Grillo, è il sistema politico che si è arroccato a difesa del fortino; dal punto di vista del Quirinale, invece, la salvaguardia delle istituzioni è stata anteposta ai più beceri interessi di bottega.
Scendendo più nel merito, gli eventi hanno fotografato un gravissimo scollamento tra il palazzo e la società civile: tutto ciò provocherà un reale mutamento nel mondo politico, avvicinandolo ai cittadini? Preferiamo pensare in positivo e vedere un bicchiere mezzo pieno: cogliamo in tutto questo un’opportunità per iniziare a riflettere e a ragionare sulle riforme da attuare, prima su tutte quella della legge elettorale, per cercare di arrivare ad un nuovo appuntamento con le urne, che ci consegni un governo forte ed autorevole, indipendentemente dal colore, in grado di traghettarci verso la fine della crisi e che fermi il declino del nostro Paese.
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