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Domenica 11 Dicembre 2016, ore 14.50
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Accanimento terapeutico

Per un paese che ha eroso 8 punti di PIL nell’ultimo lustro, ci sarebbe altro da fare che pensare ad eliminare l'IMU.

Fabio Michettoni
Fabio Michettoni
Direttore Responsabile dell'Agenzia Teleborsa
L’idea di eliminare l’IMU sulla prima casa rende tutti felici. Ma è un’ipotesi di matrice populista perché sarebbe opportuno indicare con chiarezza anche dove andrebbero trovate le risorse per recuperare il gettito perduto. O, meglio ancora, quali spese si intenderebbero tagliare.

Lo scorso anno il Parlamento ha posto mano all'articolo 135 della Costituzione, inserendo la voce "Pareggio di Bilancio". Ciò vuol dire che occorre compensare con altre risorse l'abolizione dell'IMU e l’eventuale restituzione di quanto versato nel 2012.
Quindi se si taglia qualche spesa o si aumentano altre imposte, ma si recupera comunque meno per l’eliminazione dell’IMU, il Governo è costretto ad operare manovre correttive che in prima battuta significano meno servizi ai cittadini.

L'IMU puó essere giusta o ingiusta, in virtú del valore complessivo delle imposte che hanno raggiunto un valore insostenibile per molti, ma è anche un’imposta nata male di per sé; ha tante distorsioni, tra cui quelle di riferire i parametri ai vecchi valori catastali e la sorte del gettito, perché una parte di questo va allo Stato. Quel che più stona è poi il tono da battaglia ideologica che il problema ha assunto, tant’è che il centro-destra, pare, faccia dell’eliminazione dell’IMU sulla prima casa, la condizione essenziale per sostenere il governo Letta, di cui Berlusconi, stando così le cose, sarebbe l’azionista di maggioranza.

Questo contenzioso sull’IMU, per un paese che ha eroso 8 punti di Pil nell’ultimo lustro e che ha un tasso di disoccupazione giovanile disastroso, lascia perciò francamente meravigliati.

È risaputo che gli italiani sono un popolo fatto, oltre che di santi, poeti e navigatori, anche di proprietari di case, per cui è legittimo leccarsi i baffi alla notizia dell’eliminazione di quest’imposta; ma va considerato che trovare alternative da “spremere” è molto difficile. Per recuperare i quattro miliardi di gettito dell’IMU sulla prima casa, che salirebbero a 8 se si considerasse la restituzione di quanto già versato, bisognerebbe aumentare le tasse sui redditi dei lavoratori o delle imprese, o sui consumi. E sarebbe francamente penalizzante, dal punto di vista elettorale, giustificare che nelle attuali condizioni di crisi, tagliare un’imposta sul patrimonio per aumentarne una sui redditi sia la cosa migliore da fare. A meno che, conoscendo le carte in mano all’avversario politico, il centro destra voglia portare in dote l’eliminazione dell’IMU al suo elettorato e procedere più celermente verso nuove elezioni. Sarebbe a dire... l’IMU come una corona di fiori sulla cassa morto di questo governo appena nato.
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