La spending review non lascia fuori proprio nessuno, mettendo a rischio anche un settore chiave per lo sviluppo del Paese, anche sotto il profilo della competitività. Fra i tagli decisi dal supercommissario Enrico Bondi vi sono anche la scuola e la ricerca.
Indubbiamente, la scuola è stata già pesantemente colpita in questi ultimi anni, ma stando al rapporto sui tagli vi sarebbero altre aree su cui operare, come ad esempio un risparmio dei costi con le iscrizioni e le pagelle on-line, ma anche con una dematerializzazione di altri documenti ormai inutili ed obsoleti come registri e comunicazioni. Poi, vi sarebbe un ripensamento delle tasse scolastiche, destinate ad aumentare, soprattutto per le Università.
Altre disposizioni riguarderebbero i docenti in esubero, per i quali si apre la strada delle supplenze, ed i dicenti permanentemente impossibilitati da problemi di salute, che subiranno un declassamento ad ATA (personale amministrativo e tecnico).
Oltre alla scuola è stata colpita la ricerca, anche se è stata scongiurata la soppressione di molti Istituti, con l'unica eccezione dell'Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione, che verrà assorbito da un'altra struttura. Questo non eviterà tagli nell'ordine dei 19 milioni quest'anno e dei 102 milioni nel biennio 2013-2014.
La previsione dei tagli ha provocato l'ira dell'Istituto nazionale di Fisica nucleare - quello che ha collaborato alla scoperta sensazionale del bosone di Higgs per intenderci - che di vedrà detratto il quasi il 3,8% dei finanziamenti. Il Presidente dell'Istituto Fernando Ferroni ha anche minacciato le dimissioni del Board e della Giunta. Colpito anche il CNR, oggetto di tagli per 38 milioni nei tre anni.