Gli sms? Ormai sono datati. Adesso il cellulare si usa soprattutto per navigare su Internet.
E' questo uno dei dati più salienti emersi nella Relazione annuale dell'Agcom, secondo la quale
nel 2011, per la prima volta nella storia dei cellulari, gli italiani hanno speso più per accedere ai contenuti del Web che per inviare messaggi di testo.
I ricavi da sms, pari a 2,33 miliardi di euro, sono saliti solo dell'1,5% mentre quelli derivanti da Internet hanno mostrato un balzo di quasi 18 punti percentuali portandosi a quota 2,41 miliardi.
Una tendenza, quella del sempre più massiccio uso del world wide web da terminali che non siano il PC, che accomuna gli italiani ai vicini europei e al resto del mondo, spiega l'Autorità.
In generale,
la passione del Bel Paese per i telefonini non accenna a diminuire: lo conferma il forte incremento (+2,2 milioni di unità) delle sim attive.
Nonostante questo,
il settore delle telecomunicazioni si conferma in calo. La sua incidenza sul PIL è infatti passata dal 2,71% al 2,57%, quella sulla spesa delle famiglie dal 2,31% al 2,21%. Anche i ricavi degli operatori di tlc sono scesi del 3,7% a 40,59 miliardi di euro dopo il decremento del 3,4% registrato nel 2010.
La rete fissa soffre più di quella mobile, mentre a fare maggiormente le spese di questa impasse, spiega l'Agcom, è l'ex monopolista Telecom Italia per il quale prosegue l'erosione della quota di mercato.
Perde appeal anche il settore televisivo, che registra una discesa dei ricavi da 9,02 a 8,89 miliardi. Tiene invece la tv a pagamento.