Bruxelles affina le armi contro l'evasione fiscale
(Teleborsa) - Un piano comune per la lotta all'evasione fiscale. Sarà questo l'obiettivo prioritario del Consiglio europeo che prenderà il via domani a Bruxelles con la riunione del consiglio Affari Generali.
Gli Stati dell'Unione, che lavorano a questo progetto già da tempo con l'obiettivo di chiudere entro l'anno, tenteranno di trovare una soluzione che permetta ai partner di condividere informazioni utili a contrastare tutti i "furbetti" che frodano o eludono il fisco.
Non sarà un missione facile, visto anche il buco nell'acqua del meeting dei ministri delle Finanze della scorsa settimana, a causa soprattutto dei paletti posti da Austria e Lussemburgo, che godono di uno status particolare in materia.
Secondo la bozza che verrà messa sul tavolo in occasione del Consiglio di questa settimana, ottenuta da Bloomberg, i leader tenteranno anche di estendere la condivisione di informazioni al di fuori dell'Europa, come chiesto da Gran Bretagna, Francia e altre Nazioni.
"Sarà data priorità agli sforzi per estendere lo scambio automatico di informazioni a livello UE e globale", si legge nella bozza, nella quale si rileva inoltre come sia auspicabile un'adozione delle nuove linee d'azione "prima della fine dell'anno".
L'accordo dovrà definire, per esempio, come i Paesi potranno raccogliere informazioni sui redditi da risparmio guadagnati all'estero dai propri residenti. Verranno poi colmate le lacune preesistenti, includendo per esempio i redditi da risparmio di trust, fondazioni, fondi e altri prodotti finanziari.
Le Nazioni UE dovranno poi avere pari diritti, cosa non prevista nell'accordo originario, datato 2005, che esenta Austria e Lussemburgo dalla possibilità di condividere le informazioni.
Questi ultimi non dovrebbero però costituire più un problema: sempre secondo il quotidiano statunitense, i due Paesi daranno a breve la propria disponibilità alla piena condivisione dei dati fiscali, ovviamente con modalità ancora tutte da definire. Sembra comunque che verrà previsto un periodo di transizione per permettere ai membri UE di adattarsi al nuovo regime di controlli.
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