(Teleborsa) -
Banco Popolare si appresta ad effettuare lunedì prossimo una importante operazione di raggruppamento azionario in 1 nuova azione ordinaria ogni 10 azioni possedute, che anticipa l'aumento di capitale di 1,5 miliardi di fine marzo, approvato nei giorni scorsi dall'assemblea degli azionisti.
Un passaggio importante per la banca, che ha alle spalle 150 anni di storia e rappresenta il quarto gruppo in Italia con ben duemila sportelli e 200mila soci.
Secondo un portavoce del gruppo, intervenuto in occasione della presentazione della pubblicazione di "Sinossi 2013" di Teleborsa, l'operazione di ricapitalizzazione porterà il Common Equity Tier 1 al 10,8% nel 2019, soddisfacendo pienamente la normativa di Basilea 3.
Non è stato certo un momento sereno per gli azionisti, che hanno dovuto prendere una "decisione sofferta", come confermato dal Presidente del Banco Popolare Carlo Fratta Pasini, il quale ha ricordato che si tratta del terzo intervento di sostegno da parte dei soci nel giro di tre anni.
L'operazione, che è finalizzata a superare le importanti scadenze della vigilanza unica europea, si inquadra però nell'ambito di un Piano industriale molto ambizioso, che delinea un sentiero di crescita per la banca: utile netto pari a 609 milioni nel 2016 ed a 787 milioni nel 2018, Return On Tangible Equity (ROTE) del 7,5% nel 2016 e del 9% nel 2018, ricavi in crescita a 3,8 miliardi nel 2016 ed a 4,1 miliardi nel 2018.
Le azioni del Banco Popolare hanno letteralmente spiccato il volo questa settimana, a conferma del buon accoglimento del piano da parte degli operatori di mercato. Il titolo, che oggi cede l'1,5%, si avvia a chiudere l'ottava con un rialzo superiore all'11%.
Su base settimanale, il trend di
Banco Popolare evidenzia un andamento più marcato rispetto alla trendline del
FTSE MIB. Ciò dimostra la maggiore propensione all'acquisto da parte degli investitori verso l'
istituto creditizio rispetto all'indice.
Il quadro tecnico di breve periodo di
Banco Popolare mostra un'accelerazione al rialzo della curva con target individuato a 1,726 Euro. Rischio di discesa fino a 1,673 che non pregiudicherà la buona salute del trend corrente ma che rappresenta una correzione temporanea. Le attese sono per un'estensione della trendline rialzista verso quota 1,779.