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Venerdì 22 Settembre 2017, ore 10.18
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Concorso 2016, è corsa contro il tempo! Oltre 1.600 posti devono ancora essere assegnati

Economia, Welfare ·
(Teleborsa) - Proprio nei giorni in cui vengono pubblicate le prime convocazioni da parte degli Ambiti territoriali per conferire le immissioni in ruolo del triennio 2016/18, in totale meno di 51 mila, si scopre che ben 30 commissioni del concorso docenti 2016, quasi tutte afferenti alla scuola dell’infanzia e primaria, non hanno ancora terminato le operazioni.

La notizia sembra paradossale, perché l’ex Ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, aveva promesso che si sarebbero concluse un anno fa per vedere in ruolo i primi vincitori già nel corso dell’estate scorsa. Invece le cose sono andate diversamente. Non sono infatti bastati altri 12 mesi per effettuare le prove scritte, l’orale e stilare le graduatorie. Al 31 luglio, non si erano ancora concluse con l’approvazione della rispettiva graduatoria finale di merito (GM) 30 procedure concorsuali che mettono in palio 1.648 posti. E, senza graduatoria approvata, sarà impossibile nominarne i vincitori.

Considerando che le assunzioni a detta del Miur dovranno svolgersi entro il prossimo 14 agosto, ci sono solo due settimane di tempo per le nomine in ruolo, e due settimane per approvare le ultime graduatorie del concorso. È una corsa contro il tempo da parte delle commissioni di concorso e dei relativi Uffici scolastici regionali per consentire l’utilizzo di quelle GM per le nomine in ruolo 2017.

Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, "l’ultimo concorso dei docenti della scuola pubblica è l’emblema del caos di cui è capace un’amministrazione scolastica che non segue i consigli di chi fa ed entra nelle scuole tutti i giorni. Avevamo indicato la strada da percorre, includendo tante categorie illegittimamente escluse. Come avevamo chiesto conferme sui numeri, chiedendo di mettere da parte i posti. Invece, non ci hanno dato ascolto. Ne è uscita fuori una selezione nazionale nata male e finita peggio, gestita anche stavolta con l’ausilio dei giudici. Peggio di così – conclude il sindacalista – probabilmente non si poteva fare”.
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