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Sabato 23 Settembre 2017, ore 05.59
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Gravidanza e licenziamenti collettivi: va valutato il "caso eccezionale"

Lo ha stabilito una sentenza della Corte di Giustizia europea

Economia ·
(Teleborsa) - Nel contesto di un licenziamento collettivo, il licenziamento di lavoratrici gestanti può avvenire solo in casi eccezionali, non connessi alla gravidanza e qualora non esista alcuna possibilità plausibile di riassegnarle ad un altro posto di lavoro adeguato. Lo ha stabilito l’avvocato generale della Corte di Giustizia europea valutando il caso della società spagnola Bankia S.A.

L'ANTEFATTO - Il 13 novembre 2013, l'Istituto di credito spagnolo Bankia ha inviato ad una delle sue dipendenti, che era all’epoca incinta, una lettera che le notificava la cessazione del suo contratto di lavoro in forza dell’accordo del comitato di negoziazione. La lettera di licenziamento indicava, in particolare, che nel caso specifico della provincia in cui essa lavorava era necessario un ampio adeguamento dell’organico e che nel processo di valutazione realizzato dall’impresa nel corso della fase di consultazione, il suo punteggio si collocava tra quelli più bassi della provincia.
La signora ha quindi presentato un ricorso contro il suo licenziamento davanti al Tribunale del lavoro che si è pronunciato a favore della Bankia. Essa ha proposto impugnazione davanti alla Corte superiore di giustizia della Catalogna che ha chiesto alla Corte di giustizia europea di interpretare il divieto di licenziamento delle lavoratrici gestanti, e, più in particolare, come interpretare tale divieto nel caso di una procedura di licenziamento collettivo.

LA SENTENZA -Nelle sue conclusioni, la Corte Ue considera innanzitutto che la direttiva sulla maternità tutela le lavoratrici "nel periodo compreso tra l’inizio della gravidanza e il termine del congedo di maternità", sebbene queste possano non avere ancora informato il loro datore di lavoro del proprio stato. L’eccezione che consente il licenziamento di lavoratrici gestanti si applica solo in casi eccezionali non connessi alla gravidanza.

CASO ECCEZIONALE - In pratica, l’avvocato generale giunge alla conclusione che, affinché un preavviso di licenziamento soddisfi i requisiti posti dalla direttiva sulla maternità, esso deve sia figurare per iscritto sia indicare giustificati motivi relativi ai casi eccezionali non connessi alla gravidanza che consentono il licenziamento. Nel contesto di un licenziamento collettivo, un preavviso di licenziamento che si limiti a fornire i motivi generali dei licenziamenti e i criteri di selezione, ma non spieghi perché sia consentito il licenziamento di una lavoratrice gestante in quanto le circostanze specifiche del licenziamento collettivo in questione lo rendono un "caso eccezionale", non soddisferà tale criterio.
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