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Domenica 11 Dicembre 2016, ore 14.57
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La maledizione di “Dolly”

Dopo Udeur, UDC, Margherita ora sono i Popolari ad inseguire il sogno di una nuova DC.

Fabio Michettoni
Fabio Michettoni
Direttore Responsabile dell'Agenzia Teleborsa
Dalla pecora Dolly in poi, i tentativi di clonazione sono miseramente falliti. Anche in politica la chimera del "Rewind" democristiano si è sempre inceppato, fallendo sull'epilogo finale di riconnotare il "biancofiore". Ma se errare è umano, perseverare è diabolico, per cui non si capisce la pervicacia nell'inseguire il sogno di una nuova DC, la cui anima si è persa in mille insignificanti rivoli sotto i colpi di "mani pulite".

Dopo l'Udeur, l'UDC, la Margherita, tocca adesso a un manipolo di transfughi del PDL che costituiranno un nuovo soggetto politico, molto evocativo, denominato "Popolari". C'è da chiedersi cosa spinga un partito ad autoimmolarsi sull'altare dell'ideologia cattolico centrista, visto che il mondo ragiona politicamente da fronti contrapposti e va da tutt'altra parte.

La chiave di lettura va riposta nel ruolo della Chiesa in Italia, fondamentale ed ispiratore. In questo contesto è aggregante e rafforza politicamente uno schieramento politico a lei ispirato.
I biologi potrebbero argomentare se il ruolo della Chiesa assomiglia a quello dell'ape regina, per la quale gli altri componenti dell'alveare possono arrivare a sacrificare la propria esistenza, o a quello della mantide religiosa, che divora il proprio partner; in ogni caso è un ruolo funzionale alla causa evoluzionista di un'anima politica.

Da 1700 anni, in questo modo, si garantisce la sopravvivenza della Chiesa e non certo degli innumerevoli regimi e governanti con cui ha vissuto in perfetta osmosi e che sono morti e sepolti. Probabilmente è la sopravvivenza del più adatto ai non sempre comprensibili meccanismi del potere e spiegherebbe il nuovo tentativo politico di ricostruire un grande centro, di portata europea, in grado di fagocitare, in prospettiva, le componenti moderate della sinistra.

Non è difficile collocare l'azione di rottura dei 25 transfughi del PDL, spaccato sulla fiducia a Letta, in un perimetro di portata più ampia occupato tutto da nostalgici della vecchia DC. Non è difficile, in tal senso,comprendere l'azione riformatrice della Chiesa per mano di Papa Francesco, che dovrebbe ispirare i valori fondanti della neonata formazione politica. Ma è tutto un discorso in itinere.

Renzi, Alfano e Letta sono ancora sulla riva sinistra del Tevere; Casini e Monti temporeggiano e aspettano gli eventi. Il successo dell'operazione "Rewind" è riposto adesso nei destini del manipolo di esploratori mandati in avanscoperta, male armati e poco equipaggiati. Armiamoci e partite.
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