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Venerdì 29 Luglio 2016, ore 23.38
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La BCE tiene in scacco le borse. Piazza Affari ferma aspettando Draghi

Finanza ·
(Teleborsa) - Piazza Affari non si sposta dai valori della vigilia, in linea con i principali mercati di Eurolandia, che scontano la cautela che sempre precede la riunione di politica monetaria della BCE.

L'annuncio delle decisioni sui tassi dovrebbe arrivare fra meno di un'ora, ma l'attenzione è puntata soprattutto sul Presidente mario Draghi, che alle 14:30 darà i dettagli della nuova strategia per combattere la deflazione.

Frattanto, i mercati hanno scontato una serie di dati macroeconomici in chiaroscuro: dal dato sull'inflazione cinese, che non ha allontanato lo spettro deflazione, a quello sulla produzione francese, che è risultato migliore delle attese. Dati negativi sul commercio estero in Germania, che vede rallentare l'export.

L'Euro / Dollaro USA continua la seduta poco sotto la parità, con un calo dello 0,22%, scontando già un allentamento monetario dell'Eurotower. Si riduce di poco lo spread a 116 punti base, con un lieve calo di 1 punti, mentre il rendimento del BTP a 10 anni si attesta all'1,38%.

Tra le principali Borse europee, resistente Francoforte, che segna un piccolo aumento dello 0,23%, giornata fiacca per Londra, che prosegue la seduta con un calo dello 0,31%, piatta Parigi, che tiene la parità. Ferma Piazza Affari, che continua la sessione sui livelli della vigilia, con il FTSE MIB sui livelli di chiusura di ieri a 18.206 punti.

Tra le migliori blue-chips in evidenza il comparto delle utilities, che fa molto bene anche nel resto d'Europa: A2A mostra un fortissimo incremento del 2,10% e Terna evidenzia un bel vantaggio dell'1,45%.

Buoni spunti su Azimut, che mostra un ampio progresso dell'1,93%.

Ben impostata Salvatore Ferragamo, che mostra un incremento dell'1,52%, mentre YOOX NET-A-PORTER è la peggiore con un calo del 3,10%. Il titolo non riesce ad avvantaggiarsi dei buoni risultati annunciati ieri sera.

Sotto pressione Banco Popolare, con un forte ribasso dell'1,69%, dopo la riunione alla BCE per le nozze con la BPM. Preda dei venditori anche Banca Popolare dell'Emilia Romagna, con un decremento dell'1,28%.
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