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Martedì 17 Ottobre 2017, ore 15.28
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Confcommercio, i consumi restano al palo

L'indicatore ICC ha registrato a settembre 2017 un calo dello 0,4% rispetto ad agosto

Economia, Macroeconomia ·
(Teleborsa) - I consumi restano al palo in Italia. E' la fotografia scattata dall'indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) che ha registrato a settembre 2017 un calo dello 0,4% rispetto ad agosto e un aumento dello 0,3% su base annua.

In termini di media mobile a tre mesi questo andamento ha determinato un "contenuto ripiegamento, a segnalare il permanere di difficoltà sul versante dei consumi", spiegano dall'associazione dei commercianti.

"Nonostante il graduale recupero in atto dalla seconda metà del 2014, la domanda delle famiglie non ha mai mostrato segnali di deciso miglioramento mantenendosi ancora molto distante dai livelli pre-crisi". La presenza di dinamiche della domanda delle famiglie non particolarmente accentuate "conferma la prudenza già espressa nel valutare le prospettive future", malgrado i principali indicatori congiunturali (qualitativi e quantitativi) continuino a mostrare dinamiche più favorevoli rispetto al passato.

In particolare, "sembra che la crescita del clima di fiducia nei mesi estivi stenti", almeno per adesso, a tradursi in più vivaci consumi.

In netto miglioramento è risultato, a settembre, anche il sentiment delle imprese tornato sui valori del periodo pre-crisi. A questo andamento hanno fatto eccezione solo gli operatori dei servizi di mercato. Alla fiducia manifestata dagli operatori del manifatturiero si continua ad associare un'evoluzione positiva della produzione industriale che ad agosto ha registrato un incremento del 1,2% rispetto a luglio. La tendenza al miglioramento dovrebbe proseguire, stando all'indagine di Confindustria, anche nei prossimi mesi con un incremento a settembre, in termini congiunturali, dell'1% della produzione industriale e dell'1,5% degli ordini.

La presenza di un quadro produttivo in consolidamento, pur continuando a produrre effetti positivi sui livelli occupazionali – ad agosto gli occupati sono aumentati di 36 mila unità in termini congiunturali e di 375 mila unità su base annua - non sembra sufficiente a intaccare in misura significativa la vasta area della disoccupazione.

La riduzione registrata ad agosto sia in termini congiunturali (-42mila unità), che tendenziali (-60mila unità) non ha di fatto modificato una situazione che vede da ormai due anni il numero di persone in cerca di occupazione attestato su valori prossimi ai 3 milioni. A completare il quadro del mercato del lavoro si evidenzia come anche ad agosto le ore di CIG autorizzate abbiano registrato, nel confronto annuo, un calo del 36,6% (-41,4% nel complesso degli otto mesi).
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