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Martedì 17 Ottobre 2017, ore 15.17
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Lo Spread: “l’unicorno mitologico“ della finanza tossica

Fabrizio Pezzani
Fabrizio Pezzani
Professore ordinario di Economia Aziendale presso l'Università L. Bocconi. E' autore di libri e pubblicazioni sui temi di governance e controllo delle amministrazioni pubbliche e private e delle relazioni tra economia, etica e società.
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Era il 18 marzo del 1968 quando Robert Kennedy pronunciava, presso l'università del Kansas, il seguente discorso sull'inadeguatezza del PIL come indicatore del benessere delle nazioni economicamente sviluppate:

"Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni. Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, né i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana. Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi. Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta. Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani. Queste considerazioni valgono, chiaramente nel nostro paese come in tutto il mondo".

Tre mesi dopo veniva ucciso durante la sua campagna elettorale che lo avrebbe probabilmente portato a divenire Presidente degli Stati Uniti d'America; la storia come scriveva Arthur jr Schlesinger, è piena di sorprese per chi non la sa leggere, probabilmente avrebbe vinto contro lo stesso sfidante del fratello JFK, Richard Nixon che sarebbe saltato per lo scandalo Watergate, eppure Nixon non si sarebbe dimostrato un cattivo presidente, ma con il limite di volere essere indipendente dai poteri forti ed anche lui ha pagato il prezzo della sua scelta.

Ma nemmeno Robert Kennedy poteva immaginarsi il futuro che si sarebbe delineato e formato dopo di lui e di quanto le sue considerazioni e previsioni fossero fondate nei fatti, la sua idea di uguaglianza sarebbe stata tradita proprio in onore di un PIL che non ha, oggi, nessun fondamento scientifico ed ancora più di allora non misura nulla essendo il suo valore basato su una moneta che dal 1971 è stata separata da un bene reale a cui era ancorata; la carta moneta privata di un controvalore reale, diventa infinita, non misurabile ed assume una connotazione di illusione mitologica.
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