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Sabato 1 Ottobre 2016, ore 05.25
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Marcello Pacifico, mobilitazione contro i danni della Buona Scuola

Lunedì 9 novembre, presso l'Università Link Campus, a Roma, diversi giuristi ed esperti del settore hanno affrontato il tema della tratta degli esseri umani, in collaborazione con l'Istanbul Kultur University, l'Anief ed Eurgit.

A margine del convegno abbiamo intervistato il Presidente Anief e segretario Cisal, Marcello Pacifico.

E’ sciopero ancora una volta per il personale della scuola. Anief ha deciso, insieme agli altri sindacati di base, Cobas ed Unicobas di rinnovare la mobilitazione contro la Buona Scuola, oramai nota come legge 107 del 13 luglio 2015, "perché dopo alcuni mesi abbiamo avuto conferma che non risolve i problemi della scuola, anzi li aggrava".

Secondo il presidente Pacifico questa legge "aggrava i problemi della scuola per quel che attiene alla precarietà, creando precari di serie A e precari di serie B, introduce la chiamata diretta ma non solo, aggrava anche la situazione del personale di ruolo perché discrimina il personale docente dal personale ATA".

Pacifico informa che questa legge non risolve neanche il problema dell’alternanza scuola-lavoro, tantomeno quello con la collegata Buona Università. Infatti, sostiene il presidente, che non ci sia stato un aumento degli iscritti presso le nostre università ma, di fatto invece, sia aumentato il divario tra coloro che né studiano né lavorano, i cosiddetti NEET, rispetto agli anni precedenti.

"Per tutti questi motivi – si avvia alla conclusione Marcello Pacifico - ci ritroveremo a Roma venerdì 13 novembre per questo sciopero generale che inizierà alle ore 10:00 davanti al Ministero della Pubblica Istruzione e proseguiremo poi alle ore 12:00 in piazza del Parlamento per far sentire la voce della scuola alle istituzioni".

Data ben pensata quella del 13 novembre perché proprio il giorno successivo avrà inizio l’esame degli emendamenti presso il Senato e secondo il giovane sindacato "soltanto con alcune proposte emendative nella Legge di Stabilità si può porre un argine ai danni che questa Buona Scuola fino ad oggi ha portato nella scuola ma che ben presto porterà anche a studenti e famiglie".
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