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Agroalimentare teme nuove ripercussioni su export da crisi Russia-Ucraina

Agroalimentare, Economia
Agroalimentare teme nuove ripercussioni su export da crisi Russia-Ucraina
(Teleborsa) - I venti di guerra che soffiano dall'Est europeo preoccupano il settore agricolo italiano per l'impatto che la crisi Russia-Ucraina avrà sull'interscambio agroalimentare.

Confagricoltura in particolare esprime preoccupazione per le conseguenze delle sanzioni commerciali emesse da Bruxelles e per le prevedibili ritorsioni da parte di Mosca. "L’Italia, insieme agli altri Paesi comunitari - si sottolinea - sta fronteggiando tutt’oggi la messa al bando dei prodotti ortofrutticoli e di carne suina decisa nel 2014 dalla Federazione russa proprio come reazione ai provvedimenti, che l’Ue prese dopo l’annessione della Crimea. La nuova crisi diplomatica potrebbe far allungare l’elenco dei settori di punta del Made in Italy colpiti come quello vitivinicolo, secondo in Ue per export verso la Russia, e il comparto della pasta ad uso alimentare". Tutto questo in aggiunta all'impatto sul prezzo del gas e dei fertilizzanti (già raddoppiati nell’arco dell’ultimo anno).

Coldiretti ricorda che "le esportazioni agroalimentari Made in Italy in Russia hanno perso 1,5 miliardi negli ultimi 7 anni e mezzo a causa dell’embargo deciso da Putin" nel 2014 ai tempi della guerra in Crimea. "L’agroalimentare – spiega la Coldiretti – è, fino ad ora, l’unico settore colpito direttamente dall’embargo che ha portato al completo azzeramento delle esportazioni in Russia dei prodotti Made in Italy presenti nella lista nera, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, dal prosciutto di Parma a quello San Daniele, ma anche frutta e verdura. Al danno diretto delle mancate esportazioni in Russia si aggiunge la beffa della diffusione sul mercato russo di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy", realizzati in Russia, Svizzera o di origine brasiliana o argentina.

E lanciano un allarme sul rialzo delle materie prime agricole i CAI – Consorzi Agrari d’Italia, denunciando l'aumento delle quotazioni di grano tenero, mais e soia presso le due borse merci mondiali (Chicago e Parigi). A Chicago, dopo l’annuncio di Putin sul riconoscimento delle repubbliche autonome del Donbass, il grano tenero segna un incremento di 4 euro a tonnellata rispetto alla fine della scorsa settimana (+1,5%), il mais segna un aumento di 5 euro a tonnellata (+2%) mentre la soia viene quotata a 6 euro in più (+1,75%). Analogo discorso anche per la principale borsa europea, il Matif di Parigi, che quota il tenero in rialzo di 2,50 euro rispetto a ieri e il mais in rialzo di 3 euro.

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