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FIsco, da concordato a aliquote Irpef: cosa ha detto Leo

Economia
FIsco, da concordato a aliquote Irpef: cosa ha detto Leo
(Teleborsa) - Il concordato preventivo biennale ha l'obiettivo di aumentare i redditi dichiarati e quindi le imposte versate "lungi da noi pensare a condoni". Lo ha precisato il Viceministro dell'Economia, Maurizio leo, al convegno dei comemrcialisti su Class Agorà spiegando che l'Agenzia delle Entrate effettua controlli, anche per carenza di organico, solo sull'1% dei contribuenti soggetti agli indici di affidabilità che sono sotto il punteggio di otto e che ora possono accedere al concordato. "Vogliamo cambiare il rapporto e dire: gradualmente portiamo questi contribuenti 'più su', ossia a farli dichiarare i loro redditi. Non pensiamo ad aumentare l'evasione, lungi da noi pensare a condoni. Vogliamo portare questi soggetti sempre più vicini alla capacità contributiva". In questo modo, ha aggiunto Leo, aumenteranno le entrate fiscali e "avremo più risorse per ridurre l'irpef".

"Il nostro impegno è riconfermare nel 2025 la riduzione delle aliquote irpef", ha proseguito Leo sottolineando che con il concordato preventivo biennale, ha spiegato Leo, giugeranno maggiori introiti delle casse dello Stato, "il rapporto tra fisco e contribuente diventa più collaborativo e trasparente, si alzeranno i redditi dichiaratri e ci saranno le risorse per ridurre l'imposta". Il viceministro ha aggiunto che il meccanismo attuale a tre aliquote "penalizza il ceto medio e verremmo quindi abbassere le tasse per questa categoria".

Il Ministero dell'economia è al lavoro per una riforma complessiva del regime sanzionatorio, ha detto Leo precisando che il relativo decreto legislativo sarà portato al Consiglio dei Ministri "al massimo entro marzo". Le sanzioni amministrative sono "fuori linea" rispetto agli altri Paesi europei dove non si eccede il 60%. Anche la Corte Costituzionale ha sottolineato il livello sproporzionato in Italia" dove le sanzioni vanno dal 120% al 240%. "Vogliamo portare le sanzioni al 60%, al livello europeo e contetualmente rivedere il meccanismo del ravvedimento operoso. Dobbiamo trovare un giusto mix". Per quanto riguarda le sanzioni penali, Leo ha riferito che è in corso una valutazione con il Ministero della Giustizia per i casi di omesso versamento. "Se il comportamento non è reiterato, il contribuente ha indicato le imposte da versare in dichiarazione, ha pagato i fornitori e magari ha anche un credito, si sta valutando se eliminare la sanzione penale, ferma restando quella amministrativa"

Con la riforma fiscale "lavoriamo all'introduzione di un meccanismo per la riduzione dell'ires, oggi al 24%, in vista di due obiettivi: assunzioni e investimenti qualificati".
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