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Mid e small cap, Intermonte: atteso beneficio da calo tassi seppur graduale

I risultati trimestrali mostrano quanto sia importante mantenere un approccio selettivo

Finanza
Mid e small cap, Intermonte: atteso beneficio da calo tassi seppur graduale
(Teleborsa) - Il mercato azionario italiano (prezzi al 16 maggio 2024) ha registrato una performance positiva del 5,9% nell'ultimo mese ed è in rialzo del 15,9% su base annua. L'indice FTSE Italy Mid-Cap (+4,5%), spiega Andrea Randone, Head of Mid Small Cap Research di Intermonte, ha sottoperformato l'indice principale dell'1,4% nell'ultimo mese (-7,2% su base annua relativa), mentre l'indice FTSE Italy Small Caps (+6,3%) ha registrato una performance dello 0,4% superiore rispetto al mercato, ma del -11,7% su base annua dall'inizio del 2024. Guardando alle performance delle mid/small cap in Europa, l'indice MSCI Europe Small Caps è cresciuto del 7,1% nell'ultimo mese, registrando una performance migliore rispetto alle mid small cap italiane.

Dall'inizio del 2024, abbiamo attuato una revisione del -2,4%/-2,33% delle nostre stime sugli EPS per il 2024/2025; concentrandoci sulla copertura delle mid/small cap, invece, abbiamo ridotto gli EPS per il 2024/2025 del -0,9%/-1,7%. In particolare, sottolinea l'esperto, la revisione delle stime sulle large cap è stata attuata interamente nell'ultimo mese (-3,9%/-2,5% sugli EPS 2024/25, principalmente per via dei downgrade di Stellantis, Tenaris e STM); la stessa metrica è rimasta pressoché invariata per la nostra copertura mid cap (+0,3%/+0,0%), mentre è stata rivista in negativo per la nostra copertura small cap (-4,1%/-4,8%).

Se confrontiamo la performance YtD con la variazione delle stime per l'esercizio ‘24 nello stesso periodo, vediamo che i titoli del FTSE MIB hanno registrato un re-rating YtD del 19,2% (lo stesso parametro era +10,0% un mese fa); le mid-cap si sono rivalutate dell'8,7%, mentre le small cap del 18,1%. Su base P/E, il nostro panel è scambiato con un premio del 26% rispetto alle large cap, ben al di sopra del premio medio storico (17%), ma leggermente al di sotto del livello di un mese fa (27%).

Osservando l'andamento degli indici ufficiali italiani, notiamo che la liquidità delle large cap nell'ultimo mese (misurata moltiplicando i volumi medi per i prezzi medi in un determinato periodo) è superiore del 36,7% rispetto allo stesso periodo di un anno fa ed è in crescita del 18,7% su base annua. Il quadro è simile per le mid/small cap: nello specifico, la liquidità per le mid cap è aumentata del 12,9% su base annua, mentre per le small cap è in aumento del 15,0% su base annua. In particolare, la liquidità è migliorata notevolmente nell'ultimo mese, grazie anche a un facile confronto.

In un mese molto favorevole per i mercati, aggiunge Randone, il newsflow dai risultati trimestrali, come immaginavamo, è stato un catalyst particolarmente significativo nel guidare performance azionarie, molto diverse tra winners e losers. Complessivamente, le aziende che hanno riportato dei buoni risultati guardano comunque con una certa cautela ai prossimi mesi e le stime di consensus solo in rari casi sono salite; d’altro canto, le stock performance positive hanno riflesso il fatto che il mercato si aspettava scenari peggiori rispetto alle aspettative di consensus, come nel caso dei titoli tecnologici. Da un punto di vista dei flussi, tra incasso di dividendi e i delisting i gestori sembrano alla ricerca di nuove storie, con un approccio più costruttivo rispetto ai mesi precedenti. Continuiamo a pensare che un approccio selettivo sia quello giusto e ci aspettiamo un beneficio dall'attesa, seppur graduale, riduzione, dei tassi di interesse.
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