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Israele, Eisenkot apre ai partiti arabi per un governo senza Netanyahu

Economia
Israele, Eisenkot apre ai partiti arabi per un governo senza Netanyahu
(Teleborsa) - Il leader di Yashar!, Gadi Eisenkot, arrivato secondo alle elezioni di martedì, ha aperto nel fine settimana formalmente all'ipotesi di un governo con l'appoggio dei partiti arabi, reduci da un risultato storico. "Le porte del governo che formeremo saranno aperte a qualsiasi rappresentante eletto che accetti questi principi e sia pronto ad assumersi la responsabilità che questo momento richiede", ha dichiarato l'ex generale in una nota.

I paletti sono quattro: il riconoscimento di Israele come Stato ebraico, democratico, liberale ed egualitario, l'adesione ai valori della Dichiarazione d'indipendenza, l'estensione del servizio obbligatorio, militare, nazionale o civile, a tutti i cittadini, arabi e cristiani compresi, e la qualifica di Hamas come organizzazione terroristica, con la sua capacità militare e di governo a Gaza da sradicare. Tra le prime mosse in Knesset, Eisenkot ha annunciato una commissione d'inchiesta statale sui fallimenti del 7 ottobre e la riforma per l'arruolamento universale: "Che nessuno vi inganni: nello Stato di Israele è la Knesset che concede la fiducia al governo, non il contrario".

I numeri

Dei 120 seggi della Knesset, il Likud di Netanyahu è primo con 27 e la coalizione di destra si ferma a 53, lontana dai 61 necessari. Yashar! ha 21 seggi e il fronte anti-Netanyahu 48: senza i 19 seggi dei partiti arabi, record storico, non c'è maggioranza. Durante la campagna gran parte del blocco anti-Netanyahu aveva escluso accordi con le liste arabe, ipotesi sostenuta apertamente solo dai Democratici. A Tel Aviv, in piazza Habima, centinaia di manifestanti chiedono una coalizione con Lista Congiunta e Lista Araba Unita, a poca distanza da contromanifestanti pro-Netanyahu che gridano "Occupare, espellere e colonizzare".

Il voto e l'Iran

Il presidente della Commissione elettorale, Noam Sohlberg, con il capo dello Shin Bet David Zini, ha detto che il voto si è svolto "correttamente" e che la maggior parte delle accuse di interferenze è falsa: i risultati "riflettono la volontà degli elettori". Eisenkot ha parlato di tentativo "spregevole e maligno" di Netanyahu di negare l'esito: "Il governo non ha una maggioranza e ha perso". Secondo Axios, in una telefonata con Trump Netanyahu ha spinto per attaccare l'Iran subito dopo le elezioni americane di metà mandato, mentre Trump preferirebbe "concedere più tempo ai negoziati". Per le fonti israeliane la conversazione è stata "dura", per quelle Usa "diretta".



(Foto: Adobe Stock (ex Fotolia.it))
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