Milano 14:04
49.588 -0,83%
Nasdaq 29-ott
29.403 -1,38%
Dow Jones 29-ott
52.343 -0,25%
Londra 14:04
10.743 +0,20%
Francoforte 14:04
25.866 -0,67%

Paniere ISTAT 2026: come si compone, come cambia e come misura l’inflazione

Economia, Macroeconomia · 30 ottobre 2026 - 13.18

Il paniere ISTAT è l’insieme di beni e servizi utilizzato per seguire l’andamento dei prezzi pagati dalle famiglie e calcolare l’inflazione. Al suo interno rientrano spese di natura diversa, dagli alimentari ai trasporti, ma ciascuna contribuisce all’indice in proporzione alla sua importanza nei consumi.

Per questa ragione il paniere cambia nel tempo. Quando mutano le abitudini di acquisto, alcuni prodotti acquistano maggiore importanza, altri ne perdono e possono comparire nuovi beni o servizi. Ogni anno l’ISTAT aggiorna quindi sia ciò che viene osservato sia i pesi utilizzati per calcolare l’indice.

Questi aggiornamenti partono soprattutto da come stanno già cambiando i consumi delle famiglie. Le nuove tendenze vengono recepite quando iniziano a emergere nella spesa effettiva e nell’offerta disponibile sul mercato. Il paniere riesce così ad adeguarsi progressivamente ai nuovi comportamenti di acquisto e a rappresentare anche quelle trasformazioni che sono destinate a diventare più importanti negli anni successivi.

Che cos’è il paniere ISTAT

Per misurare l’inflazione si deve osservare come cambiano nel tempo i prezzi di ciò che le famiglie acquistano. Seguendo migliaia di beni e servizi, l’ISTAT costruisce indici che sintetizzano queste variazioni in un unico dato.

Il paniere rappresenta quindi un insieme organizzato di beni e servizi scelti per rappresentare i consumi delle famiglie. Ogni voce serve a rappresentare una determinata tipologia di spesa, che nella rilevazione può essere osservata attraverso più prodotti, marche o confezioni disponibili sul mercato.

Prendiamo un alimento venduto al supermercato: per misurarne il prezzo possono concorrere numerose confezioni e marche acquistate realmente dai consumatori. Con gli scanner data della grande distribuzione, nel 2026 l’ISTAT utilizza infatti milioni di osservazioni provenienti direttamente dalle vendite effettuate nei punti vendita.

Il paniere è quindi molto più ampio dell’elenco dei prodotti che ogni febbraio attirano l’attenzione per il loro ingresso o per la loro uscita.

Come è composto il paniere ISTAT nel 2026

Dal 2026 l’ISTAT utilizza la nuova classificazione europea ECOICOP versione 2, che organizza i consumi in 13 divisioni di spesa, rispetto alle 12 precedenti. Scendendo nel dettaglio si trovano 47 gruppi, 122 classi e 234 sottoclassi.

Per gli indici NIC e FOI la struttura arriva poi a 392 segmenti di consumo e 531 aggregati di prodotto.

Per l’indice armonizzato IPCA gli aggregati sono 537. Sempre dal 2026 la base di riferimento degli indici è stata aggiornata a 2025=100: in pratica, il livello medio dei prezzi del 2025 viene assunto come valore 100 e i valori successivi vengono misurati rispetto a questa base

Quindi, esistono diversi livelli della classificazione e, sotto ciascun aggregato, possono essere rilevate numerose referenze specifiche.

COME È COMPOSTO IL PANIERE ISTAT – TABELLA DI RIEPILOGO
LIVELLOCOM’È ORGANIZZATO NEL 2026COSA SIGNIFICA
Classificazione ECOICOP v.2 13 divisioni di spesa È la struttura generale che suddivide i consumi delle famiglie nelle principali aree di spesa
Suddivisioni della classificazione 47 gruppi, 122 classi e 234 sottoclassi Ogni divisione viene progressivamente scomposta in categorie di consumo sempre più specifiche
Indici NIC e FOI 392 segmenti di consumo e 531 aggregati di prodotto Sono i livelli più dettagliati utilizzati per organizzare i beni e i servizi osservati negli indici nazionali
Indice IPCA 537 aggregati di prodotto L’indice utilizzato per i confronti europei segue una struttura armonizzata e presenta alcune differenze rispetto a NIC e FOI
Referenze rilevate Numerose referenze possono rappresentare lo stesso aggregato Una voce del paniere può essere seguita attraverso marche, modelli, formati o servizi differenti realmente presenti sul mercato
Prodotti e servizi rappresentativi Le referenze vengono selezionate per seguire i consumi effettivi Il prezzo di una categoria deriva quindi da molte osservazioni reali e non necessariamente da un singolo prodotto
Aggiornamento della composizione Ogni anno possono cambiare voci, referenze e struttura della rilevazione Il paniere può adeguarsi alla diffusione di nuovi consumi e alla perdita di importanza di quelli precedenti

La nuova classificazione del 2026 ha portato anche all’introduzione di voci come le uniformi scolastiche, i filati per maglia e uncinetto, alcune apparecchiature di sicurezza e servizi come il check-up dentistico o il trasporto in ambulanza privata. In diversi casi queste aggiunte servono a rappresentare in modo più dettagliato categorie di spesa già esistenti, mentre in altri riflettono cambiamenti intervenuti nelle abitudini di consumo.

NUOVA VOCE 2026ESEMPIOAREA DI SPESA
Uniformi scolastiche Grembiuli per bambini e uniformi scolastiche per ragazzi Abbigliamento
Accessori per l’abbigliamento Filati per maglia e uncinetto Abbigliamento e accessori
Apparecchiature di sicurezza Kit di videosorveglianza contro i tentativi di furto Casa e sicurezza
Carbone di legna Carbonella e bricche per barbecue Combustibili solidi
Altri tessili per la casa Tappetini per il bagno Tessili per la casa
Servizi di trasporto di emergenza Trasporto con ambulanza privata Servizi sanitari e di emergenza
Articoli per campeggio e attività all’aperto Tende e zaini da campeggio Sport e tempo libero
Software, esclusi i giochi Software e antivirus Informazione e comunicazione

Novità anche per l’IPCA: dal 2026 l’indice armonizzato europeo comprende anche i prezzi di giochi, lotterie e scommesse, già considerati negli indici NIC e FOI.

Come vengono scelti i prodotti del paniere

La scelta dei prodotti tiene conto soprattutto delle spese effettivamente sostenute dalle famiglie. L’obiettivo è rappresentare in modo adeguato le diverse categorie di consumo attraverso beni e servizi con una presenza significativa sul mercato.

L’ISTAT valuta quindi l’evoluzione delle abitudini di acquisto e dell’offerta commerciale, ma l’aggiornamento del paniere può dipendere anche da come vengono classificate le diverse spese. Una modifica delle classificazioni statistiche può infatti richiedere l’introduzione di nuove voci per rappresentare con maggiore precisione una determinata area di consumo.

Proprio gli aggiornamenti degli ultimi anni mostrano bene come funziona questo processo. Nel 2025, ad esempio, sono entrati, tra gli altri, il cono gelato, lo speck da banco e il topper per materasso, mentre sono usciti alcuni prodotti legati alla fase pandemica, come i test sierologici e i tamponi molecolari. In precedenza erano stati aggiunti prodotti diventati progressivamente più diffusi, come la friggitrice ad aria o la psicoterapia individuale, mentre il compact disc era uscito con il progressivo ridimensionamento del formato fisico.

La presenza nel paniere segue quindi l’evoluzione dei consumi rilevata nei dati: un prodotto emergente acquista interesse statistico quando diventa sufficientemente rappresentativo, mentre una voce può perdere importanza quando la spesa delle famiglie si riduce in modo significativo.

Come le diverse spese contribuiscono all’inflazione

Le famiglie destinano quote molto diverse del proprio bilancio alle varie categorie di consumo e l’indice dei prezzi deve prendere in considerazione queste differenze. L’ISTAT attribuisce quindi a ciascuna categoria un coefficiente di ponderazione, calcolato in base alla sua rilevanza sulla spesa complessiva.

Per il 2026 vengono utilizzate soprattutto le informazioni della Contabilità nazionale relative al 2025 e quelle dell’indagine sulle Spese delle famiglie riferite al 2024, integrate con altre fonti statistiche e di mercato.

Nel NIC 2026 il peso delle diverse categorie varia molto: alimentari e trasporti rappresentano insieme quasi un terzo della spesa considerata dall’indice, mentre altre divisioni contribuiscono per quote decisamente più contenute.

CATEGORIA DI SPESARILEVANZA NEL NIC 2026
Prodotti alimentari e bevande analcoliche 17,2%
Trasporti 15,5%
Servizi di ristoranti e servizi di alloggio 12,2%
Abitazione, acqua, elettricità, gas e altri combustibili 12%
Sanità 8,2%
Assistenza alla persona, protezione sociale e beni e servizi vari 6,9%
Arredamenti, apparecchi per uso domestico e manutenzione dell’abitazione 6,8%
Abbigliamento e calzature 6%
Ricreazione, sport e cultura 5,9%
Bevande alcoliche e tabacco 2,9%
Informazione e comunicazione 2,9%
Servizi finanziari e assicurativi 2,7%
Servizi di istruzione 1%

La differenza tra queste percentuali spiega anche perché variazioni di prezzo identiche possono avere effetti molto diversi sull’inflazione complessiva: un aumento in una categoria che rappresenta il 17% circa della spesa pesa molto più dello stesso aumento in una categoria vicina all’1%.

Paniere ISTAT: differenze tra NIC, FOI e IPCA

L’ISTAT calcola tre principali indici dei prezzi al consumo. NIC e FOI utilizzano lo stesso paniere di base, ma attribuiscono pesi differenti perché rappresentano comportamenti di spesa diversi. Il NIC considera i consumi dell’insieme delle famiglie presenti sul territorio nazionale, indipendentemente dalla condizione lavorativa. Il FOI, invece, è costruito con riferimento alle famiglie residenti che fanno capo a un operaio o a un impiegato.

L’IPCA consente invece di confrontare l’inflazione italiana con quella degli altri Paesi europei. La sua costruzione segue regole armonizzate a livello UE e presenta alcune differenze nella copertura delle spese e nella loro ponderazione. Nel 2026, per esempio, la sanità ha un’incidenza molto maggiore nel NIC rispetto all’IPCA, perché i due indici trattano diversamente alcune spese sostenute dalla Pubblica Amministrazione.

NIC, FOI o IPCA: quale indice guardare per l’inflazione

I tre indici possono quindi restituire variazioni leggermente differenti nello stesso periodo e la scelta dipende soprattutto dall’uso che si deve fare del dato.

INDICEQUANDO È IL RIFERIMENTO PIÙ UTILECOSA PERMETTE DI CAPIRE
NIC Quando si vuole conoscere l’andamento generale dei prezzi al consumo in Italia Come stanno variando i prezzi per l’insieme della popolazione italiana
FOI Quando l’indice viene utilizzato per rivalutazioni previste da contratti o norme, come alcuni canoni di locazione Come cambiano i prezzi per il gruppo di famiglie preso come riferimento dall’indice
IPCA Quando si confronta l’inflazione italiana con quella di Francia, Germania, Spagna o degli altri Paesi UE Permette confronti costruiti secondo criteri comuni a livello europeo

Quando viene aggiornato il paniere ISTAT

L’aggiornamento del paniere avviene ogni anno. Durante le attività di fine anno l’ISTAT rivede il campione dei beni e servizi, aggiorna i pesi e modifica quando necessario il piano di rilevazione. La nuova struttura viene poi utilizzata per gli indici dell’anno successivo.

Per il paniere 2026 l’aggiornamento è stato pubblicato a febbraio, insieme alle informazioni relative ai prezzi di gennaio. La prossima revisione annuale è prevista dall’ISTAT per il 2 febbraio 2027.

Questa revisione annuale permette quindi di evitare che l’inflazione venga calcolata per molti anni sulla base di abitudini di spesa ormai superate.

Rilevazione dei prezzi nel paniere ISTAT: come funziona

Come appena spiegato, la composizione del paniere e i relativi pesi vengono rivisti annualmente, tuttavia la rilevazione dei prezzi prosegue durante tutto l’anno. È qui che assumono particolare importanza gli scanner data della grande distribuzione, già citati in precedenza.

Nel 2026 l’ISTAT utilizza informazioni provenienti da oltre 4.250 punti vendita appartenenti a 19 grandi gruppi della distribuzione. I dati derivano dalle vendite effettivamente registrate alle casse e permettono di osservare numerose referenze identificate attraverso i rispettivi codici a barre.

Questo consente alla rilevazione di seguire anche i cambiamenti che avvengono sugli scaffali tra un aggiornamento annuale e quello successivo. Se una determinata confezione viene sostituita, scompare dalle vendite oppure viene affiancata da nuove referenze, gli scanner data permettono di tenere conto più rapidamente di ciò che i consumatori stanno effettivamente acquistando.

A queste informazioni si aggiungono i prezzi raccolti dai Comuni e quelli rilevati direttamente dall’ISTAT attraverso altre fonti, comprese banche dati amministrative. Nel complesso, nel 2026 vengono utilizzate ogni mese oltre 29 milioni di quotazioni di prezzo.

La revisione annuale stabilisce quindi la struttura con cui vengono rappresentati i consumi, mentre le rilevazioni effettuate nel corso dell’anno permettono di aggiornare continuamente i prezzi utilizzati per calcolare gli indici.

Il paniere può anticipare i consumi futuri?

Il paniere segue l’evoluzione dei consumi più che anticiparla. L’ISTAT osserva ciò che le famiglie stanno acquistando, quanto sono diffusi determinati beni e servizi e come cambia l’offerta disponibile sul mercato. Una novità, quindi, viene inserita solo quando la sua presenza nei consumi è già abbastanza significativa da meritare una rilevazione specifica.

Questo significa che una nuova abitudine può essere recepita anche in tempi relativamente brevi, purché abbia raggiunto una diffusione sufficiente. Allo stesso modo, prodotti e servizi che vengono acquistati sempre meno possono perdere importanza fino a uscire dal paniere.

La sua evoluzione nel tempo lo mostra bene. I telefoni cellulari entrarono nel 1996, quando stavano diventando una componente sempre più rilevante della spesa delle famiglie, mentre gli abbonamenti a Internet arrivarono nel 1999, con la progressiva diffusione dell’accesso alla rete nelle abitazioni. Negli anni successivi è avvenuto il processo opposto per consumi legati a tecnologie ormai superate: la telefonia pubblica ha perso progressivamente rilevanza e anche il compact disc è uscito dal paniere dopo il forte ridimensionamento degli acquisti di musica su supporto fisico.

Pertanto, il paniere non aveva previsto negli anni Novanta che cellulari e Internet avrebbero trasformato la vita quotidiana, così come non ha decretato la scomparsa dei CD. Ha registrato questi cambiamenti quando sono diventati visibili nei comportamenti di spesa delle famiglie, modificandosi insieme a essi.

Condividi
"
Le altre guide
```