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Manovra, l'appello: contributo non gravi solo sulle banche

A dare voce al settore è il CEO di Intesa Sanpaolo Carlo Messina. Il vicepremier Tajani apre ad un contributo spalmato su tutto il settore finanziario

Banche, Economia
Manovra, l'appello: contributo non gravi solo sulle banche
(Teleborsa) - Continua a far discutere l'ipotesi di tassare le banche per finanziare la Manovra e, mentre il numero uno di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, chiede maggiore equità, il vicepremier Antonio Tajani precisa che del contributo del settore finanziario, stimato in circa 5 miliardi di euro, dovranno farsi carico tutti gli attori, compresa Cdp, non solo le banche.

Tajani: contributo da tutto il mondo finanziario


Per il leader di Forza Italia, "si sta lavorando" ad un contributo alla Manovra che deve arrivare da tutto il mondo finanziario. Un contributo che non deve pesare silo su banche ed assicurazioni, ma deve coinvolgere "anche Cassa Depositi e Prestiti". Ribadendo il suo no deciso alla tassa sugli extraprofitti, il vicepremier sottolineato che questo concetto è frutto di "una visione punitiva del sistema bancario e del sistema assicurativo".

Messina: non siano solo le banche a pagare

Un concetto analogo è stato espresso da Carlo Messina, Amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, secondo il quale la disponibilità ad aiutare il Paese c'è "sempre", ma è necessario che non paghino solo banche ed assicurazioni e che il contributo sia esteso a tutte le aziende che hanno utili superiori ai 500 milioni. Ricordando che "l'anno scorso" si è trovato un "accordo per un contributo triennale", il banchiere si è detto contrariato dalla prospettiva di un nuovo prelievo da 5 miliardi l'anno prossimo ed altri 5 e mezzo nei due anni successivi ed ha chiesto al governo il "rispetto dei patti".


Vertice maggioranza su Manovra non torva la quadra


Frattanto, il vertice di maggioranza sulla Manovra non ha trovato una visione univoca nell'ambito dei partiti di centro-destra, con la Lega che chiede a gran voce di tassare le banche e Forza Italia più prudente che esclude qualsiasi forma di tassazione che ricada solo sugli Istituto di credito, in favore di un contributo che non abbia carattere punitivo e coinvolga tutto il settore finanziario, inclusa Cdp che peraltro già stacca ogni anno un generoso dividendo al MEF. La riunione di ieri, convocata dalla Premier Giorgia Meloni, con Tajani e Salvini e con il leader di Noi moderati Maurizio Lupi e la partecipazione del Ministro Giorgetti si è chiuso con un nulla di fatto ed è slittato alla prossima settimana, mentre si lavora ad un compromesso all'interno della maggioranza e si dialoga con l'Ue sul tema della flessibilità.
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