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Fuoco di fila sulla manovra, Sindacati convocati il 13 novembre

a palazzo Chigi. Pressing da più parti perchè la coperta sembra essere troppo corta

Economia
Fuoco di fila sulla manovra, Sindacati convocati il 13 novembre
(Teleborsa) - Non solo la battaglia degli emendamenti, contro la manovra arrivano anche gli striscioni. Il Governo, intanto, correi ai ripari e convoca i sindacati a Palazzo Chigi per il 13 novembre. La protesta, infatti, continua a scandire il calendario delle tensioni: l'11 novembre scenderanno in piazza i sindacati della scuola, il 20 toccherà alla Cgil. E anche i poliziotti minacciano di scendere in strada per una previdenza dedicata che ancora non c'è.

Fuoco di fila sulla manovra


Un malcontento che dai cancelli degli istituti e dalle questure raggiunge le stanze della maggioranza, dove sulle pensioni non c'è segno di conciliazione. La Lega mantiene il pressing sull'uscita a 64 anni, trovando però in Lombardia il muro dell'assessore al Welfare Guido Bertolaso, che suggerisce di dirottare quelle risorse sugli ospedali. "Credo che oggi a 64 anni non ci voglia più andare nessuno in pensione, io ne sono un esempio", osserva, liquidando la bandiera del Carroccio.

Sindacati convocati il 13 novembre

Non si fa attendere la replica dei leghisti lombardi: "Prima di fare politica sulle pensioni, Bertolaso faccia funzionare ciò che ha in carico". Un terreno previdenziale sul quale Forza Italia promette di muoversi anche per dare risposta agli uomini in divisa, con un intervento stimato in 48 milioni annui. La richiesta avrebbe trovato ascolto anche tra le fila di Fratelli d'Italia, con la Ragioneria incaricata di studiare una soluzione.

"La coperta è (troppo) corta

Anche i costruttori dell'Ance presentano il conto: mancano i fondi contro il caro materiali e gli ultimi crediti Superbonus vengono spalmati su dieci anni. Ma è sulla sanità che si gioca la partita: le Regioni avevano chiesto 6,5 miliardi aggiuntivi per il 2027, la manovra ne mette 2,4, oltre al miliardo già previsto. "La coperta, ahimè, è corta", ammette anche il governatore del Lazio e uomo del centrodestra, Francesco Rocca, reclamando risorse e flessibilità ma rinviando "i giudizi definitivi" alla fine dell'iter.
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