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Pensioni, in Manovra il fondo da 2,55 miliardi per le uscite anticipate: fino a 94mila beneficiari nel 2027

Le simulazioni di Unimpresa. Longobardi: "segnale importante di attenzione verso una questione che riguarda migliaia di lavoratori"

Economia
Pensioni, in Manovra il fondo da 2,55 miliardi per le uscite anticipate: fino a 94mila beneficiari nel 2027
(Teleborsa) - Il fondo previsto dall'articolo 52 del ddl di Bilancio 2027, con 850 milioni di euro per ciascuno degli anni 2027, 2028 e 2029 (2,55 miliardi in tutto), potrebbe finanziare nel 2027 fino a 94mila trattamenti di accompagnamento all'uscita dal lavoro, secondo una simulazione del Centro studi di Unimpresa. Con 1.500 euro al mese per sei mesi (9.000 euro a persona) i beneficiari sarebbero 94.444; con 2.000 euro al mese per sei mesi circa 70.800; con 1.800 euro circa 78.700. Su dodici mesi la platea scende a circa 47.200 beneficiari con 1.500 euro e a circa 35.400 con 2.000. Con 1.000 euro al mese per sei mesi si arriverebbe a circa 141.600.

I requisiti non ci sono ancora

La norma non definisce requisiti di accesso, età pensionabili, importo né durata, rinviando a un successivo provvedimento legislativo, e le risorse potranno finanziare anche ammortizzatori sociali e misure per soggetti in difficoltà. Nel dibattito si è parlato di uscita a 64 anni con 36 anni di contributi, ma questi requisiti non figurano nell'articolo: un sostegno dai 64 ai 67 anni costerebbe 54mila euro a persona con 1.500 euro al mese per 36 mesi (72mila con 2.000), e le circa 47mila persone finanziabili sarebbero gli stessi beneficiari per tutto il triennio. Un trattamento pensionistico a vita avrebbe poi oneri oltre il 2029.

Il commento

"La scelta di destinare 2,55 miliardi nel prossimo triennio alla flessibilità in uscita dal mercato del lavoro rappresenta un segnale importante di attenzione verso una questione che riguarda migliaia di lavoratori", ha dichiarato il presidente di Unimpresa Paolo Longobardi, che parla di "un'opportunità significativa per il ricambio generazionale nelle imprese", in particolare per le Pmi: "Si tratta di una capacità finanziaria teorica, che dovrà essere confrontata con i requisiti della futura disciplina. È importante che le misure siano definite con regole semplici, tempi certi e criteri trasparenti".

Il Centro studi precisa però che il rapporto tra uscite e nuove assunzioni "non è automatico": le imprese possono riorganizzare le attività, e l'effetto sull'occupazione giovanile dipende dalle loro scelte.
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