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Giovedì 18 Luglio 2019, ore 00.23
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Quelle Mani su Notre-Dame

Dal Minareto al Faro, fino al Luna Park

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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"Ricostruiremo Notre-Dame ancora più bella", così ha promesso il Presidente francese Emmanuel Macron, annunciando con sollievo al mondo intero che erano state finalmente spente le fiamme dell'incendio.

Ci sarà un concorso internazionale, per mettere a confronto le migliori idee: non solo bisogna rifare il tetto, ma è crollata la guglia ottocentesca da cui erano state rimosse appena qualche giorno prima, in vista del restauro, le sedici statue che la ornavano, raffiguranti i dodici Apostoli ed i simboli dei quattro Evangelisti.

E' stata lanciata anche una colletta internazionale, per finanziare i lavori di ricostruzione che si preannunciano lunghi e complessi: tra i primi donatori figurano gli uomini più ricchi di Francia, imprenditori nel settore del lusso, che non hanno esitato un istante a disporre donazioni per centinaia di milioni di euro: una munificenza ostentata, senza pudore. Vengono in mente le parole del Vangelo: "Quando dunque fai la elemosina, non suonare le trombe innanzi a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico, hanno già ricevuto la loro ricompensa." Per aggiungere: "Quando tu invece fai l'elemosina, non sappia la mano destra ciò che fa la sinistra. Ed il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà". Ma, si sa, la nostra è la civiltà dell'immagine, della ostentazione, della comunicazione: che serve fare qualcosa, se non viene risaputo?.

Stavolta, però, si tratta di un gesto di generosità ben diverso dalla semplice elemosina a favore dei più poveri, ma di restituire alla Francia ed al mondo intero uno dei simboli più importanti della tradizione cristiana.

Ricostruire, modernizzare? O forse trasformare?

Serve innanzitutto un chiarimento: la Cattedrale di Notre-Dame non è più della Chiesa cattolica, bensì di proprietà dello Stato francese, sulla base della legge sulla laicità che risale al 1905. Con quel provvedimento si completò il processo di secolarizzazione iniziato nel 1789, ponendo fine al Concordato napoleonico e soprattutto all'antica unione tra la Chiesa cattolica e il potere politico in Francia. Con la legge di 17 aprile 1906 e il decreto del 4 luglio 1912, si affidarono le 87 cattedrali esistenti alla Segreteria di Stato per le Belle Arti, ora Ministero della cultura e della comunicazione.

Accade lo stesso in Italia, da quando a metà Ottocento una grandissima parte del patrimonio ecclesiastico fu sottratto alla Chiesa Cattolica. Solo a Roma, ben nove Basiliche ed altrettante Chiese sono affidate al Fondo Edifici Culto, istituito presso il Ministero degli Interni.
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