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Sindromi Compulsive

Governi e Banche centrali ormai comunicano solo confusione ed incertezza

Guido Salerno Aletta
Guido Salerno Aletta
Editorialista dell'Agenzia Teleborsa
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Una volta, ormai tanto tempo fa, le Banche centrali usavano intervenire sul mercato solo per correggerne gli andamenti indesiderati.

Le decisioni arrivavano all'improvviso, senza mai alcun preannuncio, e le riunioni periodiche erano coperte da un riserbo assoluto. Veniva data pubblicità solo alle decisioni sui tassi di interesse, mentre le misure concrete di rifinanziamento delle banche non venivano rese pubbliche.

Gli operatori, quando si rendevano conto che qualcosa stava andando per il verso sbagliato, già si mettevano in allarme: si attendevano un intervento, ma non sapevano né quando sarebbe stato deciso né l'entità della manovra.

Le correzioni sul mercato, una volta che la decisone della Banca centrale veniva annunciata, erano immediate e significative. In pratica, era una sferza oppure una bastonata, a seconda che si dovesse sostenere la ripresa dell'economia oppure piombare un andamento eccessivamente spumeggiante delle Borse.


Gli studi economici hanno via via fatto modificare questa prassi, sostenendo che il mercato non va corretto a posteriori ma guidato a priori: è prevalsa un po' dappertutto la teoria della forward guidance.

Questa trasparenza è stata imposta anche alle società quotate, che non solo devono comunicare con regolarità i piani futuri con i risultati attesi, ma soprattutto annunciare immediatamente ogni evento che possa incidere negativamente sulla gestione.
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