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Pausa rialzo tassi? Panetta (BCE) non scopre le carte: "Personalmente deciderò a settembre"

"Nostro obiettivo di inflazione è il 2% e siamo impegnati a perseguirlo", ha ribadito

Economia ·
(Teleborsa) - Sul se sia opportuno esprimersi a favore di una pausa sui rialzi dei tassi al prossimo Consiglio direttivo BCE "personalmente deciderò a settembre, anche perché avremo più dati sull'inflazione, sulla crescita e le nuove previsioni economiche" dei tecnici dell'istituzione. Non scopre le carte Fabio Panetta, componente del Comitato esecutivo della BCE durante un webinar sul processo disinflazionistico organizzato dall'Università Bocconi, . "È molto difficile impegnarsi ora a fare una pausa o meno, il nostro obiettivo di inflazione è il 2% e siamo impegnati a perseguirlo". Ma "quello che conta per la politica monetaria - ha avvertito - non è solo il livello dei tassi oggi ma il percorso futuro".


I dati sul mercato del credito nell'area euro segnalano nette reazioni sia in termini di volumi che di tassi all'inasprimento monetario già operato dalla BCE. E "dati questi sviluppi, dobbiamo essere prudenti nel calibrare la nostra linea monetaria se vogliamo raggiungere il nostro obiettivo di inflazione senza danneggiare inutilmente l'attività economica".

L'indagine della stessa BCEE sul credito bancario a rilevato come "la domanda di prestiti delle imprese nel secondo trimestre ha segnato il minimo storico da quando l'inchiesta è stata avviata, due decenni fa, mentre l'inasprimento dei criteri di erogazione del credito continua ed è stata molto consistente fin dall'inizio della stretta monetaria. Queste indicazioni - ha proseguito Panetta - sono coerenti con la contestuale forte decelerazione degli aggregati sul credito. I tassi di interesse sui prestiti alle imprese e alle famiglie sono ora, rispettivamente ai massimi dalla fine del 2008 e dall'estate del 2012

Panetta ha anche ammesso che questo obiettivo di "calibrare l'intonazione monetaria" in un modo che faccia tornare l'inflazione ai valori obiettivo, evitando "danni inutili" all'economia significa "camminare sul filo del rasoio: dato che gli effetti della politica monetaria si evidenziano con un ritardo. Mentre le nostre passate decisioni hanno già portato ad un materiale inasprimento delle condizioni del credito e delle dinamiche dei prestiti, i loro effetti devono ancora farsi pienamente sentire su tutta l'economia reale". E al tempo stesso "l'inflazione resta elevata. Anche se ora sta calando e ha gli effetti avversi degli shock sulle catene di approvvigionamento iniziano a svanire, e la crescita più debole attenua le pressioni sui prezzi, ci vorrà ancora del tempo per raggiungere livelli compatibili con la definizione di stabilità dei prezzi". Quindi per completare con successo la disinflazione dell'economia "dobbiamo adattare con flessibilità la nostra linea all'evolversi delle prospettive di inflazione.
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