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ISTAT, scivola l'export a marzo

L’import cresce su base mensile per tutti i raggruppamenti, tranne che per energia

Economia, Macroeconomia
ISTAT, scivola l'export a marzo
(Teleborsa) - La riduzione congiunturale dell’export (-1,7%), dovuta in particolare alle minori vendite di beni strumentali verso l’area extra-Ue, è condizionata dalle movimentazioni di elevato impatto (cantieristica navale) registrate a febbraio 2024; al netto di queste, l’export risulta pressoché stazionario (+0,2%). Lo rileva l'ISTAT sottolineando che su base annua, la sua flessione investe quasi tutti i principali paesi partner commerciali, Ue ed extra Ue. Si accentua la dinamica tendenziale negativa – ormai in atto da un anno – dell’export verso la Germania.

L’import cresce su base mensile per tutti i raggruppamenti, tranne che per energia; la sua flessione tendenziale è per oltre un terzo spiegata dalla contrazione degli acquisti da Germania e paesi OPEC.

Nei primi tre mesi del 2024, il saldo commerciale è positivo per 12,8 miliardi (ammontava a +1,2 miliardi nello stesso periodo del 2023).

Dopo tre mesi consecutivi di cali, i prezzi all’import tornano a crescere su base mensile e la loro flessione su base annua si attenua ulteriormente. Spiegano tali dinamiche i rialzi dei prezzi di beni intermedi ed energia.

L'Istituto di statistica stima per il mese di marzo una flessione congiunturale per le esportazioni (-1,7%) e una crescita per le importazioni (+1,5%). La diminuzione su base mensile dell’export è dovuta alla riduzione delle vendite verso l’area extra Ue (-3,9%), mentre le esportazioni verso l’area Ue registrano un contenuto aumento (+0,6%).

Nel trimestre gennaio-marzo 2024, rispetto al precedente, l’export si riduce dell’1,1%, l’import del 4,4%.

A marzo 2024, l’export flette su base annua dell’8,9% in termini monetari e del 10,3% in volume. La contrazione dell’export in valore è più ampia per i mercati Ue (-12,3%) rispetto a quelli extra-Ue (-5,0%). L’import registra una flessione tendenziale in valore dell’11,2%, che riguarda entrambe le aree, Ue (-10,1%) ed extra Ue (-12,8%); in volume, si riduce del 6,4%.

Tra i settori che più contribuiscono alla flessione tendenziale dell’export si segnalano: metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-19,3%), macchinari e apparecchi non classificati altrove (n.c.a.) (-10,3%), articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-20,2%) e sostanze e prodotti chimici (-12,5%). Crescono su base annua le esportazioni di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi, strumenti medici e altri prodotti n.c.a. (+24,5%) e coke e prodotti petroliferi raffinati (+15,3%).

Su base annua, i paesi che forniscono i contributi maggiori alla riduzione dell’export nazionale sono: Germania (-16,5%), Francia (-10,9%), Cina (-25,8%), Stati Uniti (-6,7%), Svizzera (-11,5%) e Regno Unito (-12,0%). Crescono le esportazioni verso Turchia (+35,1%) e paesi OPEC (+6,0%).

Nel primo trimestre 2024, la riduzione tendenziale delle esportazioni (-2,8%) è dovuta in particolare alle minori vendite di metalli di base e prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (-12,8%), articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (-14,0%), sostanze e prodotti chimici (-7,2%) e articoli in pelle, escluso abbigliamento, e simili (-10,1%).

Il saldo commerciale a marzo è pari a +4.341 milioni di euro (era +3.327 milioni a marzo 2023). Il deficit energetico (-3.804 milioni) si riduce rispetto a un anno prima (-6.285 milioni). L’avanzo nell’interscambio di prodotti non energetici scende da 9.612 milioni di marzo 2023 a 8.145 milioni di marzo 2024.

Nel mese di marzo 2024 i prezzi all’importazione aumentano su base congiunturale dello 0,6% mentre flettono su base tendenziale del 3,5% (da -5,5% di febbraio 2024.
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