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Macron in Germania: "Dopo Kiev Putin può essere qui domani"

Macron-Scholz sul Ft: "L'Ue a un punto di svolta, serve rilancio"

Economia
Macron in Germania: "Dopo Kiev Putin può essere qui domani"
(Teleborsa) - "La Russia ha attaccato l'Ucraina e potrebbe essere teoricamente qui domani o dopodomani. L'Europa deve, quindi, confrontarsi con la sfida della sicurezza europea. Già nei prossimi mesi ci serve definire quali siano i rischi e quali i pericoli. E da dove arrivano: dalla Russia, dall'Iran, dalla Cina?". È quanto ha affermato il presidente francese Emmanuel Macron nel suo discorso a Dresda sul futuro dell'Europa in occasione della visita di Stato di tre giorni in Germania, la prima di un presidente francese da quasi un quarto di secolo. "Non si cada nella trappola di diventare nazionalisti o di guardare soltanto agli Usa", ha aggiunto Macron, ribadendo a Dresda la necessità che l'Europa pensi alla sua difesa anche da sola. "È davvero una rivoluzione degna di Copernico costruire questo nuovo quadro di sicurezza e difesa, e farlo come europei" ha aggiunto.

"La nostra pace, il nostro benessere e la nostra democrazia sono in gioco – ha detto Macron –. L'Europa vive un momento decisivo. L'Europa può morire, come ho detto alla Sorbona. Se in Ucraina vige la legge del più forte, se la Carta delle Nazioni Unite viene calpestata a poche centinaia di chilometri da qui, allora non abbiamo pace. Per questo motivo dico che sì, in Ucraina si tratta davvero della nostra pace e della nostra sicurezza. La pace non sarà la capitolazione dell'Ucraina, ma quello che l'Ucraina decide per sé. Difenderemo l'Ucraina quanto a lungo sarà necessario e con l'intensità che sarà necessaria".

"Noi – ha spiegato Macron – dobbiamo raddoppiare il nostro bilancio europeo. L'Unione europea ha bisogno del doppio degli investimenti". Il presidente francese ha anche citato "l'opzione di debiti comuni" sottolineando che "serve un nuovo paradigma per la crescita" e "non dobbiamo avere paura del futuro".

"I nostri Paesi – ha detto il presidente francese – sono davanti a un grande numero di sfide: il cambiamento del clima, la guerra di nuovo in Europa, l'estrema destra, gli attacchi alla nostra democrazia e ai nostri valori, i cambiamenti sociali, nulla sembra essere come prima. Noi francesi ci poniamo le stesse domande dei tedeschi. Ma c'è una costante: l'amicizia franco-tedesca. Solo insieme possiamo affrontare queste sfide. La Germania può contare sulla Francia, e la Francia può contare sulla Germania. L'Europa può contare su di noi. Mai prima di oggi una generazione si è trovata ad affrontare tante sfide tutte assieme. Abbiamo creato il Green Deal in Europa. È uno strumento valido. Ma in realtà non abbiamo bisogno di più regolamentazioni. Al contrario, dovremmo semplificare. Perché ci confrontiamo con americani e cinesi che non sottostanno a nessuna regola. Per questo motivo dobbiamo investire di più, adesso – ha aggiunto Macron parlando di "Fondi pubblici e fondi privati" –. Dobbiamo investire nella decarbonizzazione della nostra economia, investire in energie pulite. Energie rinnovabili, ma anche energia nucleare. Perché si tratta di rendere l'energia anche efficiente. L'efficienza energetica è la nostra parola d'ordine. È necessaria la decarbonizzazione del nostro sistema di trasporto, la decarbonizzazione delle nostre città. E per questo sono necessari investimenti, affinché possiamo crescere". Oltre a quello delle "tecnologie verdi", il capo di stato francese ha parlato di un "secondo pilastro" che "è l'Europa dell'innovazione, dell'intelligenza artificiale. Dobbiamo – ha detto – investire molto di più nella nostra ricerca, nella nostra innovazione. Siamo ancora lontani dal raggiungere il tre percento previsto dall'Agenda di Lisbona".

Alla fine del discorso, alternando di nuovo francese e tedesco, e rivolgendosi innanzitutto ai giovani, Macron ha gridato "libertè, egalitè, fraternité", ribadendo i valori fondanti.

Gli aspetti comuni della visione franco-tedesca sull'Europa sono stati riassunti da Macron e dal cancelliere tedesco, Olaf Scholz in un editoriale a doppia firma sul Financial Times. Macron e Scholz, chiedono "un rinnovato impulso alla competitività per il prossimo mandato dell'Ue". "Guardando alle sfide degli ultimi cinque anni – che si tratti della pandemia, della guerra di aggressione russa contro l'Ucraina o dei crescenti cambiamenti geopolitici – è chiaro che l'Europa è a un punto di svolta (Zeitenwende). Non possiamo – scrivono – dare per scontate le basi su cui abbiamo costruito il nostro stile di vita europeo e il nostro ruolo nel mondo. La nostra Europa è mortale e dobbiamo essere all'altezza della sfida. Rafforzare la competitività globale e migliorare la resilienza, rendendo al contempo un successo il Green Deal e la transizione digitale, è il cuore della risposta alle sfide cui è confrontata l'Ue", osservano Macron e Scholz.

La ricetta per il rilancio della competitività nell'Ue, secondo Parigi e Berlino, passa da "più innovazione, più mercato unico, più investimenti, più parità di condizioni e meno burocrazia". In particolare, i due leader evidenziano la necessità di "rafforzare le capacità tecnologiche dell'Ue" in particolare l'IA, di promuovere "un'ambiziosa agenda di riduzione della burocrazia", di sostenere "una politica commerciale europea ambiziosa, solida, aperta e sostenibile, che consenta accordi commerciali equi e promuova gli interessi dell'Ue".

"Decarbonizzeremo completamente i nostri sistemi energetici – scrivono – e lo faremo in un mercato pienamente integrato e interconnesso, rispettando le scelte nazionali sul rispettivo mix energetico". Imperativo, per Parigi e Berlino, anche "sbloccare il pieno potenziale dei nostri mercati dei capitali" oltre che "rendere il bilancio dell'Ue adatto al futuro e dare ulteriore priorità agli investimenti nella spesa di trasformazione e nei beni pubblici europei, lavorando al contempo all'introduzione di nuove risorse proprie come concordato nel 2020".

"Insieme – concludono Macron e Scholz – chiediamo di mettere questa agenda al centro del prossimo mandato. L'Ue è il nostro futuro comune".
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